Il mondo non è mai stato così ricco: boom di milionari nel 2025 – Chi sono e dove vivono i più facoltosi
In Italia quasi 29mila nuovi milionari nel 2025, ma si allarga la forbice sociale. Il futuro: le quote di ricchezza nelle mani delle donne
Il Global Wealth Report di UBS rivela che nel 2025 la ricchezza privata mondiale è aumentata del 10,8% in dollari, segnando il ritmo di crescita più rapido dal 2017. I dati presentati nell'ultima edizione del rapporto (pubblicati a fine giugno 2026) mostrano un anno da record trainato dalla solidità dei mercati finanziari, dal rally azionario legato all'intelligenza artificiale e dalla crescita degli asset non finanziari.
La ricchezza mondiale vola al +10,8%
Il mondo non è mai stato così ricco, ma le disuguaglianze continuano a farsi profonde. Secondo l’ultima edizione del Global Wealth Report di UBS, il 2025 ha registrato un'accelerazione straordinaria per il patrimonio personale complessivo, cresciuto del 10,8% su base globale (un netto balzo rispetto al +4,6% del 2024 e al +4,2% del 2023). A trainare questo boom sono stati i mercati azionari in forte rialzo – spinti in gran parte dall'effetto dell'intelligenza artificiale – insieme a una solida rivalutazione degli asset non finanziari e all'impatto del calo del dollaro, che ha amplificato il valore dei patrimoni al di fuori degli Stati Uniti.
Il boom dei milionari nel mondo
L’espansione economica ha generato una nuova ondata di benessere concentrata verso l'alto. Nuovi milionari: nel 2025 i milionari in dollari sono cresciuti dell'1,5%, traducendosi in quasi un milione di nuovi ricchi a livello globale (oltre 2.600 al giorno). Quasi la metà dei nuovi milionari globali (+440.000 individui) risiede negli Stati Uniti.
Il paradosso della disuguaglianza: mentre la ricchezza media globale è salita vistosamente, la ricchezza mediana (l'indicatore del cittadino tipo) è diminuita nella maggior parte dei mercati analizzati, evidenziando come i guadagni si siano concentrati nelle fasce più alte della popolazione.
Le macro-regioni e la classifica globale
La crescita non è stata omogenea nel mondo. EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) ha guidato l'espansione con un sorprendente +17,5%, complici i mercati dell'Europa occidentale e le oscillazioni valutarie. Americhe: hanno registrato un incremento solido del +8,5%. Asia-Pacifico: Ha chiuso l'anno con un più modesto +5,9%. Nella classifica della ricchezza media per adulto, la Svizzera si conferma saldamente in cima al mondo con 910.382 dollari, seguita dagli Stati Uniti (696.277 dollari) e dal Lussemburgo (645.732 dollari).
Il focus sull'Italia: patrimonio diffuso ma stagnante
L'analisi dedicata all'Italia offre, come di consueto, una fotografia dai contorni peculiari e profondamente diversi rispetto ai partner europei.
I nuovi milionari italiani: nel 2025 l'Italia ha visto nascere 28.600 nuovi milionari (+2,4%), portando il totale a 1,235 milioni di individui (il 2,5% della popolazione adulta nazionale). Questo ristretto club detiene da solo quasi il 30% del patrimonio totale del Paese.
Nella classifica globale della ricchezza media, l'Italia si posiziona al 23esimo posto con 279.439 dollari per adulto, rimanendo indietro rispetto a Germania e Francia. Tuttavia, nella classifica della ricchezza mediana (che riflette la reale distribuzione del ceto medio), l'Italia balza all'11esimo posto mondiale, superando Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.
Basso debito e asset immobiliari
Il report sottolinea che i cittadini italiani rimangono storicamente resilienti grazie a un livello di debito inferiore al 9% (molto basso nel confronto internazionale). Inoltre, poco più della metà della ricchezza lorda è investita in attività finanziarie, mentre il resto rimane solidamente ancorato al patrimonio immobiliare.
I macro-trend del futuro: il grande trasferimento
Oltre ai numeri del 2025, gli economisti di UBS pongono l'accento su un fenomeno strutturale in pieno svolgimento: il grande trasferimento intergenerazionale di ricchezza. Nei prossimi 20-25 anni, si stima che circa 83 trilioni di dollari passeranno di mano verso le nuove generazioni. Questo passaggio ridefinirà non solo le strategie di gestione patrimoniale dei prossimi decenni, ma aumenterà significativamente la quota di ricchezza controllata dalle donne e l'attenzione verso gli investimenti sostenibili.
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