La Nuova Sardegna

L’allarme

Allarme droghe sintetiche, potenti, economiche e facili da nascondere: tra i giovani spopolano – Parla l’esperto

di Luigi Soriga
Allarme droghe sintetiche, potenti, economiche e facili da nascondere: tra i giovani spopolano – Parla l’esperto

Paolo Milia del SerD: «L’attenzione è massima, sono difficili da sequestrare»

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Sassari Lo sballo chimico viaggia nelle tasche dei jeans, sotto le suole delle scarpe, sotto il naso dei cani antidroga. L’allarme è scattato da Roma, con il maxi furto di Fentanyl che ha fatto tremare i ministeri: la droga degli zombie che negli Stati Uniti fa centomila morti all’anno, un analgesico per cavalli trasformato in veleno low cost. Da noi la diga ancora tiene, ma l’estate è un frullatore che moltiplica i contatti e i consumi. Paolo Milia, direttore del SerD di Sassari, guarda la mappa dell’isola che cambia con i flussi del turismo e non si fa illusioni: « L’attenzione è massima, certe molecole nuove lasciano danni irreparabili».

Il recente maxi sequestro di Fentanyl a Roma ha riacceso i riflettori sugli oppioidi sintetici. Dobbiamo preoccuparci anche in Sardegna?

«Il recente sequestro è un evento del tutto eccezionale per proporzioni. È bene chiarire subito, però, che l’Italia ha un piano specifico di contrasto alla diffusione del Fentanyl e dei suoi analoghi, e tutte le Regioni si stanno organizzando per arginarne la diffusione e prevenirne i danni. Al momento sono stati registrati solo reperimenti occasionali: per fortuna non siamo di fronte a un fenomeno di consumo di massa come quello che sta devastando gli Stati Uniti. In questo senso, la nostra rete territoriale pubblica, avendo una soglia di accesso bassissima, facilita gli interventi di contrasto. Resta, in ogni caso, un livello di attenzione altissimo su un fenomeno potenzialmente devastante».

L’estate trasforma la Sardegna, tra grandi eventi e flussi turistici. Come cambia la geografia dello sballo nei mesi caldi?

«Con l'arrivo dell'estate le abitudini profonde dei giovani non cambiano radicalmente, ma si modificano i flussi, i tempi dello svago e della socialità. I ragazzi si spostano per le vacanze, portando con sé il proprio bagaglio di esperienze e incrociando quelle degli altri. Nelle località turistiche la popolazione aumenta enormemente, penso a centri come Alghero, Olbia o San Teodoro, diventando catalizzatori di un pubblico giovane attratto da eventi e spettacoli. Di conseguenza, aumentano le occasioni di consumo e di scambio, e con esse la possibilità di "sperimentare" sostanze inedite. Anche noi come servizi, in questo periodo, registriamo un aumento delle richieste di assistenza da parte di turisti in appoggio».

Quali sono le sostanze che registrano la crescita più vistosa sul territorio e come viaggiano in estate?

«Negli ultimi tempi assistiamo a un aumento significativo del consumo di cocaina e crack, una realtà ben visibile anche nel nostro territorio. Con gli spostamenti estivi, poi, le droghe sintetiche sotto forma di pasticche diventano le grandi protagoniste: sono facili da occultare, in alcuni casi più difficili da far fiutare ai cani antidroga e, muovendosi all'interno di grandi numeri e grandi folle, la loro disponibilità sul mercato aumenta esponenzialmente».

La Sardegna ha una storia complessa con l'eroina. È una minaccia archiviata o c'è un ritorno di fiamma?

«L' eroina è sempre presente sul mercato, è un dato di fatto. Tuttavia, anche l'ultima Relazione al Parlamento conferma che il suo mercato rimane sostanzialmente stabile, senza far registrare incrementi significativi rispetto al passato».

Il mercato delle droghe sintetiche e delle Nuove Sostanze Psicoattive (Nps) è sempre più fluido. Quanto ne sappiamo davvero in Sardegna?

«Il mercato delle sintetiche è in netta espansione per ragioni precise: bassi costi di produzione, facilità di diffusione ed effetti potentissimi sul consumatore. La loro distribuzione nell'isola è una realtà, ma è ancora difficile da quantificare con certezza. Non tutte queste molecole, infatti, sono tracciabili attraverso gli esami di routine, e questo crea un vuoto informativo che ci porta a sottostimare il fenomeno. Il quadro è complicato dal fatto che gli stessi assuntori sono totalmente inconsapevoli di cosa si stanno calando: ignorano quali sostanze da taglio o quali altri composti chimici siano stati aggiunti per amplificare l'effetto del prodotto».

Spesso la vera trappola è il mix. Come si inseriscono l’alcol e i nuovi stili di consumo nelle serate dei giovanissimi?

«Questo è un concetto fondamentale: d'estate le sostanze illegali vanno a sommarsi ad abitudini preesistenti e radicate, come il massiccio consumo di alcol tra i giovanissimi. C’è una spiccata tendenza al poliabuso, con l'utilizzo simultaneo di almeno tre o quattro sostanze diverse nella stessa sera, ad esempio alcol, nicotina, cannabis e cocaina. Il vero pericolo è che alcune di queste nuove molecole chimiche sono potentissime. I loro effetti sul cervello sono provati e pesantissimi, capaci di provocare danni neurologici e psichiatrici in alcuni casi irreparabili. Si tratta di concetti scientifici che spesso i ragazzi ignorano o addirittura contestano sulla base di posizioni ideologiche o culturali, ma che per noi, dal punto di vista clinico e scientifico, rappresentano tragici dati di fatto osservati ogni giorno sul campo». RIPRODUZIONE RISERVATA

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