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Il presidente Usa

Trump attacca Meloni prima del vertice Nato di Ankara, il post su Truth: «Serve un ordine restrittivo»

Trump attacca Meloni prima del vertice Nato di Ankara, il post su Truth: «Serve un ordine restrittivo»

Alla vigilia del summit dell’Alleanza, il presidente Usa pubblica un meme contro la premier. Sul tavolo la spesa militare e il futuro della difesa comune

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Roma Donald Trump riapre il caso Meloni alla vigilia del vertice Nato di Ankara. Nella tarda serata di ieri, domenica, 5 luglio, alle 22.51, il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato su Truth un’immagine della presidente del Consiglio italiana ripresa accanto a lui, di spalle, durante il G7 di Evian. Sopra la foto compare la frase: «Serve un ordine restrittivo».

Il post arriva dopo giorni di tensione tra Roma e Washington e riprende l’accusa già lanciata da Trump dopo il vertice in Francia, quando aveva sostenuto che Meloni lo avrebbe implorato per ottenere una foto insieme. La premier aveva replicato con un video sui social: «Io e l’Italia non imploriamo mai».

L’uscita del presidente americano pesa sul clima politico alla vigilia del summit Nato, in programma domani e mercoledì, 7 e 8 luglio, nella capitale turca. Ad Ankara sono attesi i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Alleanza, chiamati a discutere il futuro della difesa comune in una fase segnata da forti tensioni internazionali e da rapporti non sempre lineari tra Stati Uniti e alleati europei.

Il nodo principale resta quello della spesa militare. Da settimane diplomatici e tecnici lavorano per evitare uno scontro aperto sul contributo che ciascun Paese dovrà garantire alla sicurezza collettiva. L’obiettivo indicato per gli alleati europei resta quello di destinare alla difesa il 5 per cento del Pil, un traguardo politicamente ed economicamente impegnativo soprattutto per i Paesi con margini di bilancio ridotti.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo alla manifestazione Pantelleria-Mediterraneo d’autore, ha provato a rassicurare sul clima del vertice. Secondo Crosetto, il summit «è stato costruito per andare bene», con impegni che saranno rispettati e con ogni Paese già avviato sul percorso annunciato. Il ministro ha anche previsto una riunione molto breve, destinata a concludersi in poche ore. Ma ha riconosciuto l’incognita principale: «Quello che farà Trump lo vedremo».

È proprio il comportamento del presidente americano a rappresentare la variabile più delicata. Nelle ultime settimane Trump ha più volte criticato gli alleati europei, accusandoli di fare troppo poco sul piano della difesa e della sicurezza internazionale. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha cercato di tenere insieme l’Alleanza, spostando il discorso dal semplice aumento della spesa alla capacità concreta di trasformare i nuovi fondi in armi, mezzi e forze più efficienti.

Per l’Europa, Italia compresa, il messaggio è chiaro: la stagione delle sole promesse è finita. Ankara dovrà dimostrare che gli impegni presi possono diventare risultati. Ma il nuovo attacco personale di Trump a Meloni rischia di rendere ancora più fragile un vertice già carico di incognite.

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