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Il caso

«Due secondi e sarebbe stata una strage», disastro sfiorato per un volo Wizz Air: cosa è successo

«Due secondi e sarebbe stata una strage», disastro sfiorato per un volo Wizz Air: cosa è successo

A bordo del Boeing 737 Max si trovavano 168 persone tra passeggeri ed equipaggio

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Un errore nelle procedure di decollo ha rischiato di trasformare un normale volo charter diretto ad Atene in una tragedia. L'episodio, avvenuto lo scorso aprile all'aeroporto di Luton, nei pressi di Londra, è stato ricostruito dall'Air Accidents Investigation Branch (AAIB), l'ente britannico che si occupa delle indagini sugli incidenti aerei.

A bordo del Boeing 737 Max, operato da Ascend Airways per conto di Wizz Air, si trovavano 168 persone tra passeggeri ed equipaggio. Secondo il rapporto, il velivolo è riuscito a decollare appena due secondi prima della fine della pista, evitando il disastro per un margine davvero minimo.

All'origine dell'incidente sfiorato ci sarebbe un errore nell'inserimento delle cosiddette "V speeds", le velocità di riferimento che i piloti devono impostare nel computer di bordo prima del decollo. I parametri servono a stabilire il momento corretto in cui l'aereo deve staccarsi da terra e a regolare la spinta dei motori.

Il problema si è verificato dopo che la torre di controllo aveva autorizzato una partenza da un punto intermedio della pista, una procedura che richiede il ricalcolo delle prestazioni del velivolo. Sebbene l'equipaggio fosse convinto di aver aggiornato correttamente i dati, il sistema non aveva registrato le modifiche in modo corretto.

L'errore ha comportato una spinta dei motori insufficiente, allungando la corsa di decollo e riducendo la capacità di salita dell'aereo. Il Boeing è riuscito a staccarsi da terra con appena 162 metri di pista ancora disponibili, raggiungendo una velocità di circa 168 chilometri orari.

Ancora più preoccupante il dato relativo all'altezza: oltre il termine della pista il velivolo volava a circa quattro metri dal suolo, ben al di sotto degli undici metri considerati il margine minimo di sicurezza per superare eventuali ostacoli.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto mostrano il Boeing in una salita estremamente bassa, quasi nascosto dagli hangar e dagli altri aerei presenti sul piazzale.

Nel suo rapporto finale, l'AAIB sottolinea che, se durante il decollo si fosse verificata anche una minima perdita di potenza, l'aereo avrebbe rischiato di non riuscire né a fermarsi in tempo sulla pista né a superare gli ostacoli oltre il suo termine. Un episodio che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto trasformarsi in una catastrofe.

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