Ryanair cancella il volo Pisa Cagliari: il rientro in Sardegna diventa un incubo – Cosa è successo
Disagi infiniti per i passeggeri costretti a dormire in aeroporto
Cagliari Doveva partire alle 20.50 da Pisa e atterrare a Cagliari in serata. Invece per i passeggeri del volo Ryanair di mercoledì 15 luglio il rientro a casa o l’arrivo in Sardegna si è trasformato in una lunga notte da incubo trascorsa tra attese, informazioni frammentarie e soluzioni improvvisate per riuscire a rientrare in Sardegna. La prima comunicazione è arrivata poco dopo le 19, quando sui cellulari dei viaggiatori è comparso un messaggio che annunciava uno spostamento dell’orario del volo. Nessun annullamento, dunque, ma soltanto un rinvio. Così i passeggeri sono rimasti in aeroporto aspettando nuovi aggiornamenti. Alle 22.50 sono iniziate le procedure di imbarco. Una ventina di persone aveva già effettuato il check-in quando tutto si è fermato. Poco dopo è arrivata la comunicazione definitiva: il volo per Cagliari era stato cancellato.
A quel punto, anche tra lo stupore delle hostess che ancora non erano state informate, il terminal ha progressivamente chiuso e ai viaggiatori è stato inviato via sms il riferimento per il trasferimento verso le strutture alberghiere. Ai passeggeri è stato comunicato di recarsi nell'area check-in per ricevere le indicazioni necessarie. A quel punto, pur nella contrarietà generale per il disagio a cui stava andando incontro, circa un centinaio di persone si è messo in coda aspettando una soluzione. Bisognava rassegnarsi e fare buon viso a cattivo gioco. La situazione però è ulteriormente precipitata. Intorno a mezzanotte e un quarto è arrivato un nuovo messaggio: non erano stati trovati posti sufficienti negli hotel e i passeggeri avrebbero dovuto provvedere autonomamente al pernottamento, sostenendo la spesa e chiedendo successivamente il rimborso. Poco più tardi e solo per alcuni è stata prospettata la possibilità di alloggiare a Montecatini Terme, località che si trova a circa 47 chilometri dall'aeroporto di Pisa e che richiede comunque un ulteriore trasferimento.
Nel frattempo è partita la corsa alla ricerca di un posto sul primo volo disponibile. I più veloci sono riusciti a prenotare il collegamento per Cagliari delle 7 del mattino del 16 luglio, ma i posti erano pochissimi e si sono esauriti rapidamente. Molti altri hanno dovuto organizzarsi diversamente. Alcuni hanno raggiunto Roma per tentare la fortuna da Ciampino o da Fiumicino, acquistando nuovi biglietti aerei con compagnie diverse. Una scelta che ha comportato ulteriori costi: trasferimenti ferroviari con treni veloci fino a Termini e nuove prenotazioni aeree che, secondo diversi passeggeri, hanno superato facilmente i 200 euro. Non sempre, inoltre, è stato semplice trovare tariffe disponibili in continuità territoriale. Tra le principali lamentele raccolte emerge soprattutto la mancanza di informazioni. I viaggiatori raccontano di non aver ricevuto spiegazioni chiare sulle cause della cancellazione e di non aver avuto indicazioni operative su come prenotare un eventuale volo successivo. Chi non è riuscito a trovare un posto in aereo si è trovato davanti a un’alternativa ancora più complicata, ma obbligata: aspettare il primo seggiolino su un volo diretto nell’isola oppure rassegnarsi e tornare in Sardegna in nave. Un itinerario che ha richiesto il trasferimento dall'aeroporto di Pisa alla stazione ferroviaria, poi il viaggio fino a Livorno e infine il trasferimento in taxi verso il porto per imbarcarsi la mattina seguente.
Tutto questo ha avuto come effetto inevitabile quello di costringere numerosi passeggeri a trascorrere la notte direttamente in aeroporto, cosa che, come raccontano, è stata possibile solo dopo diverse proteste. A quel punto sono state messe a disposizione alcune decine di brandine per il riposo notturno. L’unica assistenza immediata ricevuta da chi è rimasto a terra assieme a un voucher da 4 euro per una bevanda e uno snack che non ha certamente addolcito le lunghe ore di attesa prima di poter salire su un qualsiasi mezzo per poter raggiungere la terra sarda che per tanto tempo è sembrata ancora più lontana dopo una notte passata a rincorrere informazioni, cercare una sistemazione e trovare, ciascuno per conto proprio, il modo di tornare a casa.
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