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Partite Iva, in arrivo le lettere dell’Agenzia delle Entrate sulle anomalie Isa

Partite Iva, in arrivo le lettere dell’Agenzia delle Entrate sulle anomalie Isa

Le comunicazioni riguardano 25 tipologie di incongruenze rilevate nel triennio 2022-2024. Non sono accertamenti e non contengono somme da pagare

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L'Agenzia delle Entrate ha avviato l'invio di lettere di compliance per il triennio 2022-2024, segnalando 25 tipologie di anomalie ISA basate sull'incrocio di dati di fatturazione elettronica e dichiarazioni dei redditi. Le comunicazioni, recapitate via cassetto fiscale o PEC, invitano al ravvedimento operoso o alla giustificazione dei dati, con particolare focus su incoerenze nei quadri contabili e incongruenze pluriennali.

Non si tratta di accertamenti, infatti la lettera di compliance segnala al contribuente un’incoerenza che l’Agenzia ha già rilevato incrociando i propri dati, e gli lascia la possibilità di correggerla o di spiegarla prima che diventi un atto. Non contiene somme da pagare e non ha una scadenza perentoria. Le comunicazioni partono mentre le partite IVA soggette agli ISA stanno versando saldo e primo acconto entro il 20 luglio, e a due settimane dalla sospensione feriale che dal 1° al 31 agosto blocca l’invio di atti e lettere da parte dell’Agenzia.

Le 25 anomalie ISA nel mirino dell’Agenzia

L’Allegato 1 al provvedimento elenca 25 tipologie di anomalia. Alcune sono verticali su singoli settori: magazzino delle imprese in contabilità ordinaria, trasporto merci su strada, intermediari del commercio, edilizia, enti del Terzo settore. Altre riguardano la generalità di professionisti e autonomi. Tutte nascono dal confronto tra quello che il contribuente ha dichiarato nel modello ISA e quello che l’Agenzia sa già da un altro archivio, che si tratti delle Certificazioni Uniche, delle fatture elettroniche o dell’anagrafe tributaria.

Compensi non allineati alle Certificazioni Uniche

Ogni committente che paga un professionista trasmette all’Agenzia una Certificazione Unica in cui dichiara quanto gli ha corrisposto. Il Fisco somma tutte le CU 2025 intestate allo stesso professionista con causale “A”, cioè prestazioni di lavoro autonomo abituale, e confronta il totale con il valore più alto tra compensi e volume d’affari indicati nel quadro H del modello ISA. Se il dichiarato è inferiore di almeno 2.000 euro, scatta la segnalazione

Incarichi dichiarati in difetto

Il quadro C del modello ISA chiede quanti incarichi sono stati svolti nell’anno. È un dato che entra nel calcolo del punteggio, a parità di compensi un professionista con pochi clienti e uno con molti hanno strutture di ricavo diverse. Il primo riscontro conta quanti sostituti d’imposta hanno certificato un imponibile verso quel professionista: se i committenti che risultano dalle CU sono più degli incarichi dichiarati, c’è anomalia. La tipologia 25 è la novità di quest’anno e chiude il buco lasciato dal primo: conta i clienti distinti a cui il professionista ha emesso fattura elettronica. Serve a intercettare i committenti che una CU non la producono mai, come i privati o i colleghi forfettari. Il criterio è tarato per evitare i falsi positivi più ovvi: chi ha ricevuto una nota di credito esce dal conteggio, e non vengono considerati i clienti verso cui risultano solo fatture emesse tra il 1° novembre e il 31 dicembre 2024.

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