La Nuova Sardegna

Nella morsa dell’afa

La Sardegna è un forno ma c’è chi sta al fresco: ecco il paese dove si dorme a 12 gradi

di Luigi Soriga

	Il parco di Santa Barbara, nel riquadro il sindaco Alessio Seoni
Il parco di Santa Barbara, nel riquadro il sindaco Alessio Seoni

L’oasi tra mare e boschi è in Ogliastra. Il sindaco Seoni: «La sera alcuni forestieri hanno indossato giacca o felpa»

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Sassari L’isola frigge, sfrigola, boccheggia. Quaranta gradi all'ombra, l'asfalto che diventa pongo. Da Cagliari a Sassari, i condizionatori implorano pietà, sparati a manetta in una guerra persa contro l'anticiclone africano. Eppure c'è un’oasi refrigerata. Un buco nel continuum spazio-temporale dell'estate sarda. Alessio Seoni è il sindaco di Villagrande Strisaili, roccia d'Ogliastra, ed è anche il presidente della Provincia. Ha la voce soave di chi, la notte, riesce miracolosamente a chiudere occhio senza lenzuola appiccicate alla schiena. Perché a quelle latitudini c’è un condizionatore naturale sempre acceso, e il contatore lo paga madre natura. Lui sorride. «Proprio così», ammette, con la cautela di chi non vuole scatenare esodi di massa. Ma fa le dovute distinzioni geografiche. Perché a Villagrande si sta bene: esposti verso il mare, si ruba l'aria salmastra che risale la china. Ma il vero miracolo termico, la cassaforte del fresco, è Villanova Strisaili. «Villanova è ancora più fortunata», spiega Seoni. «Sta cento metri più in alto, guarda il Gennargentu. C'è un'arietta la sera che... gliela raccomando».

Intendiamoci, il sindaco è onesto. Di giorno il sole picchia come un fabbro anche lì. Nelle ore peggiori di questa canicola spietata, anche l'Ogliastra montana ha visto i 37 gradi. «Ma c'era pur sempre la speranza», dice lui. Perché come gira il sole, la temperatura scende. E non solo scende: precipita. Il trucco c'è. Primo: i boschi. Un polmone verde sterminato che abbraccia i due centri. Secondo: l'acqua. «A Villanova abbiamo la grande massa d'acqua del lago del Flumendosa ai piedi del paese. Influisce, mitiga», teorizza il sindaco. Insomma, un climatizzatore grande come un lago e alimentato a lecci e querce. Il risultato è un'escursione termica che, a sentirla raccontare da chi suda in pianura, suona come una fiaba nordica.

«Le minime nel cuore della notte scendono anche a 12 gradi a Villanova», confessa il sindaco. Dodici gradi, roba da magliettina della salute. E i villagrandesi che fanno? Migrano. Nel tardo pomeriggio, quando altrove si tira giù la serranda per non far entrare l'aria rovente, loro escono. Direzione: bosco di Santa Barbara. «Tutte le sere vado lì, non mi fermo nemmeno a casa», racconta Seoni. E non è solo. Ci trova mezzo paese. Famiglie, bambini, anziani. L'esilio dorato dalla calura. Ma lo schiaffo morale al resto della Sardegna sudata, va in scena il giorno della festa della patrona. «Domenica sera. Ore 22.30 - racconta il sindaco - Alcuni forestieri, saliti in paese convinti di trovare la solita cappa, sono andati via indossando la felpina». E conclude: «Il bosco aiuta. Dovremmo ricordarcelo più spesso».

Già, basterebbe non bruciarli, i condizionatori naturali, per avere più miracoli climatici sparsi nell’isola, come quello di Villagrande.

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