Sassari, è allarme rosso per i conti alla GeNa: «A rischio servizi e posti di lavoro»
Lo spettro del fallimento torna a preoccupare i circa 100 lavoratori
Sassari La tranquillità conquistata a fatica e ormai è solo un ricordo. All’Opera Gesù Nazareno di via Valle Gardona è di nuovo allarme rosso: i conti dell’istituto, punto di riferimento per tutto il Nord dell’isola nella cura e nell’assistenza alle persone con autismo, traballano parecchio. E lo spettro del fallimento, che era stato allontanato con una complessa procedura di concordato preventivo in continuità, torna a preoccupare i circa 100 lavoratori e i tantissimi famigliari degli ospiti e dei pazienti del centro diurno. L’allerta la lanciano i tre sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil, con una lettera indirizzata all’assessora ad interim della Sanità, la presidente Alessandra Todde. A riaccendere le preoccupazioni è stata una comunicazione ufficiale dell’amministratore unico di Ge.Na. Renato Giglio «sulla gravissima situazione economico-finanziaria che sta investendo l'ente». Alla conta mancano più o meno 900mila euro, spariti dalle previsioni di bilancio dopo che la Regione ha modificato la ripartizione dei costi per l’assistenza fra se stessi e gli enti locali, senza però alzare i tetti di spesa.Un problema noto da tempo: «Da mesi denunciamo una situazione ormai divenuta insostenibile. Continuano a mancare risposte concrete su questioni fondamentali che riguardano il finanziamento dei servizi, l'adeguamento delle tariffe, la rimodulazione dei tetti di spesa e la sostenibilità economica della struttura» scrivono nella lettera i sindacalisti Antonio Riu (Cgil), Antonio Monni (Cisl) e Augusto Ogana (Uil).
I tre contestano che le soluzioni concordate nel corso di diversi incontri con la Regione, sia la parte politica che quella amministrativa, al momento non sono state attuate: «È un fatto di eccezionale gravità, poiché rischia di compromettere definitivamente la sopravvivenza della struttura, già sottoposta ad una procedura di concordato preventivo. Si tratta di una condizione di estrema fragilità economica e finanziaria che non consente ulteriori ritardi o rinvii da parte della Regione. Ogni ulteriore inerzia potrebbe determinare conseguenze irreversibili, mettendo concretamente a rischio la continuità di un servizio pubblico essenziale e aggravando una situazione aziendale già estremamente delicata». Quello di Cgil, Cisl e Uil è un duro attacco ai «ritardi amministrativi e alle scelte politiche rinviate», le cui conseguenze «rischiano di ricadere ancora una volta sui lavoratori, sugli utenti e sulle loro famiglie». La bomba sociale non riguarda solo le 100 famiglie che si ritroverebbero senza stipendio, un numero altissimo in un territorio che già soffre la disoccupazione come il Nord-ovest. Ci sono anche decine e decine di utenti e le loro famiglie che rischierebbero di ritrovarsi da un giorno all’altro senza assistenza. I sindacati chiedono a Todde di intervenire urgentemente: «Chiediamo alla Presidente della Regione in qualità di assessore regionale alla Sanità ad interim di intervenire urgentemente con l'adeguamento delle tariffe, la rimodulazione dei tetti di spesa e la copertura delle risorse necessarie alla continuità dei servizi, salvaguardando i livelli occupazionali e i servizi per gli utenti. E chiedono un incontro urgente a cui partecipino anche gli amministratori di Ge.Na. Altrimenti siamo pronti ad intensificare la mobilitazione».
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