Manovra, il futuro dei giovani parte dalla culla: la proposta del presidente Inps – I dettagli
L'istituzione di un libretto di risparmio (o previdenziale) alla nascita potrebbe aiutare le prossime generazioni
Il futuro previdenziale dei giovani italiani potrebbe partire direttamente dalla culla. Nel cantiere della Manovra 2027, sta prendendo quota una proposta innovativa lanciata dal presidente dell'Inps, Gabriele Favia: l'istituzione di un libretto di risparmio (o previdenziale) alla nascita, alimentato da un contributo economico dello Stato. L'obiettivo della misura è accompagnare le nuove generazioni dalla nascita fino al loro ingresso nel mondo del lavoro, creando un paracadute contro carriere frammentate e pensioni future troppo povere.
Ecco un'analisi dettagliata di come funzionerebbe la misura, dei suoi costi e dell'impatto sul sistema previdenziale italiano.
Come funziona il libretto previdenziale alla nascita
L'idea cardine del progetto si basa sul principio della capitalizzazione anticipata. Lo Stato interviene fin dai primi giorni di vita del cittadino per porre le basi della sua futura copertura pensionistica.
Il bonus iniziale: secondo le prime ipotesi tecniche circolate, si valuta la partenza con un contributo iniziale una tantum dello Stato pari a 1.000 euro per ogni neonato.
Alimentazione annuale: il libretto verrebbe poi alimentato annualmente con quote statali e, potenzialmente, con versamenti volontari da parte delle famiglie, fino al momento del rispettivo ingresso nel mercato del lavoro.
La forza dell'interesse composto: grazie a un orizzonte temporale così lungo (almeno 18-25 anni prima dell'inizio dell'attività lavorativa), le somme depositate beneficerebbero degli effetti dell'interesse composto, crescendo costantemente nel tempo. Gli obiettivi: contrastare il "gap" generazionale e il lavoro precario.
La proposta di Favia risponde a un'esigenza strutturale dell'economia italiana. Il mercato del lavoro contemporaneo è caratterizzato da forti discontinuità lavorative, salari d'ingresso bassi e carriere frammentate. Nel sistema puramente contributivo attualmente in vigore in Italia, iniziare a versare contributi in ritardo o avere lunghi periodi di disoccupazione significa condannarsi a una pensione di vecchiaia insufficiente. Creare una base previdenziale solida prima ancora di iniziare a lavorare serve a "compensare" in anticipo i futuri e probabili vuoti contributivi della giovinezza.
Sostenibilità e costi per le casse pubbliche
Un piano di questa portata richiede un investimento strutturale importante da parte dello Stato. Come evidenziato nelle stime preliminari rilanciate dagli esperti del Sole 24 Ore, l'impatto economico della misura a regime si aggirerebbe intorno ai 355 milioni di euro annui per ogni singola generazione. La vera sfida per l'esecutivo all'interno della Manovra sarà trovare le coperture finanziarie necessarie a rendere la misura strutturale nel lungo periodo, bilanciandola con le altre scadenze fiscali e previdenziali sul tavolo.
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