La Nuova Sardegna

Operazione Golden Mole

Assalto al caveau, nel mirino della banda i lingotti d’oro della Glencore: «Sconcertati, attendiamo notizie dall’indagine»

di Ilenia Mura
Assalto al caveau, nel mirino della banda i lingotti d’oro della Glencore: «Sconcertati, attendiamo notizie dall’indagine»

Fra gli 11 arrestati nella maxi operazione della polizia sull’assalto in programma ai blindati, anche un dipendente della società che opera fra Portovesme e San Gavino

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Cagliari «Aspettiamo di sapere che cosa sia emerso dall’attività investigativa della Dda, che a quanto pare ci riguarda, ma di cui non conosciamo i dettagli, siamo sconcertati»: questo l’unico commento a caldo arrivato dai vertici Glencore che hanno appreso la notizia della maxi inchiesta “Golden Mole” dai giornalisti. Il piano per mettere le mani sull’oro puro prodotto nella fonderia di San Gavino, è fallito. L’assalto ai blindati, se messo a segno, avrebbe fruttato milioni di euro e per preparare il colpaccio, la banda avrebbe avuto una talpa proprio all’interno dello stabilimento del Medio Campidano di proprietà della holding del settore minerario Glencore che in Sardegna ha base nello stabilimento della Portovesme srl a Portoscuso.

L’operaio coinvolto nell’inchiesta che ha portato all’arresto di 11 persone sarebbe Luca Montanari, 54 anni di San Gavino, fra i 65 dipendenti della fonderia dove si producono, ogni anno, quintali di oro purissimo e tonnellate di argento. Nella maxi operazione della Polizia di Stato e coordinata dalla Dda di Cagliari, il presunto basista del colpo, imminente, avrebbe agito senza destare sospetti all’interno della fonderia dove la Glencore tratta il piombo in arrivo dalla Germania e dove produce i lingotti d’oro che poi rivende alla ItalPreziosi Spa, azienda leader nel settore dei metalli preziosi con sede ad Arezzo. Quando fosse in programma l’assalto non è certo, quel che è certo è che i magazzini della fonderia, in questi giorni siano ancora vuoti. Per motivi di sicurezza, l’oro prodotto periodicamente rimane nei magazzini per pochissimi giorni, per poi essere trasportato dalla Sardegna alla Toscana sui blindati della Italpreziosi. La banda si preparava probabilmente ad agire, in attesa del nuovo carico di lingotti d’oro verso la penisola. Oppure, come sembra emergere dalle carte, aveva cambiato idea, concentrandosi sulla possibilità di un assalto direttamente all’interno dello stabilimento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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