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Archeologi esperti in fondali e storia dei mari: la specializzazione dopo la laurea

di Caterina Cossu
Archeologi esperti in fondali e storia dei mari: la specializzazione dopo la laurea

L’Università di Sassari vanta l’unica scuola di specializzazione in Italia che forma specialisti subacquei in Archeologia

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È a Oristano l’unica Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici in Italia a offrire, all’interno del curriculum di Archeologia Classica, un indirizzo specifico in archeologia subacquea. Un primato nazionale che da sedici anni consolida la città come punto di riferimento per la formazione di professionisti specializzati nello studio, nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio sommerso. Dal suo avvio, avvenuto nell’anno accademico 2010-2011, la Scuola ha già formato 206 specialisti, mentre gli iscritti attuali sono 25. Numeri che, nell’ambito dell’alta formazione, sono di tutto rispetto, visto il grado di ulteriore specializzazione che si consegue dopo la laurea. Tra i quattro percorsi proposti da Nesiotikà Insulae Maris Nostri et Externi, quello dedicato all’archeologia subacquea continua a rappresentare una delle esperienze formative più originali del panorama universitario italiano.

Promossa dal Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari e gestita nella sede oristanese dal Consorzio Uno, la Scuola richiama ogni anno studenti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Negli anni ha costruito una rete di collaborazioni con enti di ricerca, soprintendenze, musei e istituzioni impegnate nella tutela del patrimonio culturale, offrendo agli specializzandi numerose occasioni di formazione sul campo e di confronto con professionisti del settore. «Nesiotikà continua a rappresentare da sedici anni uno dei cardini principali dell’offerta formativa della sede universitaria oristanese – sottolinea il direttore del Consorzio Uno, Francesco Asquer – anche per la sempre maggiore centralità e importanza dell’archeologia e del suo patrimonio nel territorio circostante. Lo scorso anno accademico abbiamo registrato un notevole incremento delle immatricolazioni che contiamo di replicare anche quest’anno, con le nuove iscrizioni che partiranno nel mese di agosto, così da continuare a mantenere la Scuola di Oristano tra le scuole di specializzazione in archeologia più partecipate a livello nazionale».

A rimarcare il valore scientifico del percorso è anche il direttore del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari, Pier Giorgio Spanu. «La Scuola continua a distinguersi per l’elevato livello della formazione e per il forte legame tra attività didattica e ricerca sul campo. Il nostro obiettivo è preparare professionisti capaci di operare nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio archeologico con competenze specialistiche, mantenendo stretta connessione con le realtà istituzionali e scientifiche che operano in Italia e nel Mediterraneo». Per Spanu è proprio il curriculum dedicato all’archeologia subacquea a rappresentare uno degli elementi più qualificanti dell’offerta formativa. «È un percorso che unisce una solida preparazione teorica a un’intensa attività sul campo e consente ai nostri specializzati di acquisire competenze molto richieste nella ricerca, nella tutela e nella gestione del patrimonio sommerso». Un patrimonio di conoscenze che negli anni ha consentito ai diplomati della Scuola di trovare spazio in soprintendenze, università, enti pubblici, società specializzate e missioni archeologiche, in Italia e all’estero.

L’indirizzo subacqueo si affianca agli altri quattro curricula dedicati all’Archeologia Preistorica e Protostorica, Classica tradizionale, Tardo Antica e Medievale e all’Archeologia Orientale. La sede di Oristano è stata scelta proprio per la sua naturale vocazione, legata alla ricchezza del patrimonio costiero e dei fondali della Sardegna centro-occidentale, che costituiscono un laboratorio privilegiato per la ricerca e la formazione sul campo. La scuola raccoglie l’eredità del corso di laurea triennale in Archeologia Subacquea, attivo dal 2004 al 2009 e oggi forma figure altamente qualificate nella tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico, con particolare attenzione alle isole del Mediterraneo e dell’Atlantico. Il percorso ha durata biennale ed è riservato ai laureati in Archeologia. Prevede una selezione per titoli ed esami, frequenza obbligatoria e 120 crediti formativi universitari distribuiti tra lezioni frontali, laboratori, campagne di scavo e ricognizione, attività museali e tirocini, attività di gestione, fino alla discussione della tesi finale. Le nuove iscrizioni per il prossimo anno accademico saranno aperte nelle prossime settimane: il bando ufficiale è atteso a giorni e, come negli anni precedenti, la scadenza per la presentazione delle domande dovrebbe essere fissata nel mese di ottobre. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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