Madre e figlia uccise dalla ricina, l’inchiesta accelera: nuovi interrogatori e un sopralluogo
Sul posto anche gli specialisti del Robert Koch-Institut di Berlino
Campobasso L’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella accelera su più fronti alla vigilia del sopralluogo tecnico irripetibile disposto per il 30 luglio dalle 9 dalla Procura di Larino nell’abitazione dove, secondo l’ipotesi investigativa, Antonella Di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita furono avvelenate con la ricina alla fine di dicembre.
Le audizioni
Negli ultimi tre giorni la procuratrice Elvira Antonelli ha coordinato una nuova serie di attività investigative negli uffici della Questura di Campobasso, ascoltando alcune persone già sentite nelle scorse settimane per verificare elementi emersi di recente nel corso delle indagini. Tra queste ci sarebbe anche una coppia di insegnanti che in passato ha avuto rapporti con la famiglia Di Vita e che era già stata convocata dagli investigatori. È stata inoltre ascoltata la donna di Pietracatella indagata per favoreggiamento, alla quale viene contestato di aver fornito dichiarazioni ritenute non corrispondenti agli elementi raccolti dagli investigatori in merito ai rapporti tra i coniugi Di Vita.
Gli accertamenti scientifici
Parallelamente proseguono gli accertamenti scientifici: gli specialisti del Robert Koch-Institut di Berlino sono arrivati oggi 29 luglio in Molise e domani, 30 luglio, insieme alla Squadra Mobile, alla Polizia Scientifica e agli altri consulenti nominati dalla Procura, daranno avvio al sopralluogo tecnico nella abitazione di via Risorgimento a Pietracatella.
Anche la procuratrice di Larino Elvira Antonelli seguirà da remoto il sopralluogo tecnico irripetibile disposto nell’abitazione di Pietracatella. La titolare dell’inchiesta assisterà alle operazioni attraverso il collegamento predisposto dalla Procura, così come previsto per indagati, parti offese, difensori e consulenti tecnici. Lo conferma la stessa Antonelli. L’accertamento, affidato agli specialisti del Robert Koch-Institut di Berlino Christian Herzog e Sylvia Worbs e al tossicologo forense Luca Morini, prenderà il via alle 9. L’obiettivo è ricercare eventuali tracce di ricina e di altre componenti chimiche del Ricinus communis mediante campionamenti su indumenti, mobili, suppellettili e su ogni altro oggetto ritenuto utile ai fini dell’indagine.
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