La Nuova Sardegna

L’emergenza

Caos rifiuti in Sardegna, gli impianti sono saturi: l’isola rischia lo stop della raccolta della plastica

di Massimo Sechi
Caos rifiuti in Sardegna, gli impianti sono saturi: l’isola rischia lo stop della raccolta della plastica

Ieri, grazie a un intervento in extremis del sindaco Mascia e della Regione, si è scongiurato il fermo all’impianto di Tergu

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari È emergenza per la raccolta differenziata della plastica in Sardegna. Negli ultimi giorni diversi Comuni, soprattutto del Sud dell’isola, hanno dovuto rallentare e in alcuni casi sospendere temporaneamente i conferimenti, con tutti i disagi che questo comporta. Ma il problema sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Ieri si è sfiorato uno stop ben più esteso: l’impianto di Tergu, punto di riferimento per il nord-ovest della Sardegna, era infatti ormai vicino al blocco per l’impossibilità di ricevere altro materiale. Solo una serie di interventi urgenti dell’assessorato regionale all’ambiente e della Città metropolitana di Sassari ha evitato, almeno per il moment, il caos più totale.

Il problema nasce da un mercato del riciclo sempre più in difficoltà. Oggi produrre plastica utilizzando materiale riciclato costa infatti più che realizzarla con plastica vergine, disponibile sul mercato, in particolare quello asiatico, a prezzi decisamente più competitivi. Una situazione che ha rallentato l’attività di numerosi impianti di riciclo e che ha finito per ripercuotersi anche sulla Sardegna, dove la plastica raccolta deve essere trasferita fuori dall’isola per il trattamento finale.

Il rallentamento dei ritiri ha provocato un progressivo accumulo del materiale nei centri di selezione. Nel sud si sono proprio dovuti fermare. I piazzali destinati allo stoccaggio si sono riempiti senza riuscire a svuotarsi con la stessa velocità con cui continuavano ad arrivare i conferimenti dei Comuni. Per affrontare l’emergenza la Regione ha deciso di aumentare temporaneamente la capacità di stoccaggio nell’isola per consentire ai centri di selezione di continuare a ricevere materiale in attesa della ripresa dei ritiri. Le prime risposte sono già arrivate.

Nel Sud Sardegna è stata individuata un’area all’interno del Tecnocasic destinata allo stoccaggio temporaneo della plastica. Nel nord-est il Cipnes Gallura sta predisponendo un’analoga area a Olbia. Per quanto riguarda Tergu a sbloccare l’impasse è stata un’ordinanza firmata dal sindaco della Città metropolitana di Sassari, Giuseppe Mascia, che ha autorizzato in via straordinaria il deposito delle balle di plastica nell’area di Scala Erre.

«Stiamo subendo gli effetti di un problema economico che riguarda l’intero settore del riciclo a livello nazionale - ha spiega l’assessora regionale dell’Ambiente Rosanna Laconi -. Nell’isola non abbiamo impianti per il trattamento finale della plastica e stiamo così pagando le conseguenze di questa situazione». La Regione ha già portato la questione all’attenzione del Governo nel corso della Conferenza Stato-Regioni.

«In questo momento il problema è un rallentamento, ma il rischio è che, se non si troverà una soluzione strutturale, possa trasformarsi in un blocco molto più importante nei prossimi mesi. L’Europa e anche il Governo devono sostenere con incentivi le imprese che si occupano del trattamento e della produzione del materiale riciclato e renderle nuovamente competitive rispetto alla plastica vergine. Se questo non dovesse accadere le conseguenze sarebbe davvero pesanti».

Le misure adottate in queste ore hanno consentito di scongiurare il blocco della raccolta e di dare respiro a una filiera arrivata ormai al limite della capacità di stoccaggio. Resta però una soluzione temporanea. Senza interventi in grado di rilanciare il mercato del riciclo e garantire il regolare assorbimento della plastica raccolta, il rischio è che la saturazione dei piazzali torni a ripresentarsi, soprattutto nei periodi dell’anno in cui la produzione di rifiuti aumenta sensibilmente. Ed è proprio per evitare che l’attuale rallentamento si trasformi in un’emergenza ancora più grave che la Regione chiede ora un intervento strutturale del Governo e dell’Unione europea.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’emergenza

Caos rifiuti in Sardegna, gli impianti sono saturi: l’isola rischia lo stop della raccolta della plastica

di Massimo Sechi
Le nostre iniziative