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Detenuto morto a Bancali, Irene Testa: «Ogni decesso in carcere è una sconfitta dello Stato»

Irene Testa la garante delle persone detenute in Sardegna
Irene Testa la garante delle persone detenute in Sardegna

La garante regionale: «La politica si interroghi sulla disperazione negli istituti di pena»

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Sassari «Dove può arrivare il grado di disperazione di una persona privata della libertà? La politica si interroghi». Irene Testa, garante delle persone private della libertà personale della Regione Sardegna, interviene sulla morte del detenuto di 36 anni rimasto carbonizzato nell’incendio divampato nella notte nel reparto sanitario del carcere di Bancali.

«La morte avvenuta nel carcere di Bancali ci pone davanti a questa domanda, prima ancora che alle responsabilità che saranno accertate dagli organi competenti», afferma Testa. Se le prime ricostruzioni saranno confermate, aggiunge, «ci troveremmo di fronte al gesto estremo di una persona che ha preferito morire tra le fiamme piuttosto che continuare a vivere la propria condizione».

Per la garante si tratta di un interrogativo che coinvolge l’intera società. «Ogni morte in carcere è una sconfitta dello Stato. Occorre chiedersi quali condizioni materiali, psicologiche e sanitarie possano condurre una persona a una simile disperazione. Il carcere non può diventare un luogo in cui la sofferenza annienta la speranza».

Testa annuncia che nelle prossime ore cercherà di ricostruire più nel dettaglio quanto accaduto e conclude con un appello alla politica: «Quante altre tragedie dovranno verificarsi prima che la tutela della dignità e della vita delle persone detenute diventi una priorità?».

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