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Medio Oriente

Trump, l’annuncio storico: «Accordo per il disarmo di Hamas. Israele via dalla Striscia»

Trump, l’annuncio storico: «Accordo per il disarmo di Hamas. Israele via dalla Striscia»

La svolta diplomatica mira a stabilire una nuova amministrazione di transizione per la governance palestinese

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Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che il "Gaza Board of Peace" dopo aver raggiunto uno storico accordo per il completo disarmo di Hamas e il ritiro graduale delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza.

Questa svolta diplomatica mira a stabilire una nuova amministrazione di transizione per la governance palestinese, nonostante sul terreno persistano forti tensioni, scontri isolati e attacchi che continuano a causare vittime tra la popolazione civile. Parallelamente, il fulcro del conflitto in Medio Oriente si è spostato verso un drammatico scontro diretto tra gli Stati Uniti, Israele e l'Iran.

In seguito a una serie di attacchi missilistici perpetrati dalle forze iraniane contro le basi militari statunitensi in Giordania, Kuwait e Bahrein, la Casa Bianca ha ordinato una massiccia ondata di raid aerei di ritorsione. I bombardamenti americani hanno preso di mira le infrastrutture missilistiche, i radar e le reti di comunicazione di Teheran, colpendo duramente l'isola di Qeshm e provocando la reazione del governo iraniano, che ha accusato Washington di aver ucciso civili e ha minacciato dure punizioni.

Il presidente Trump, pur alternando pesanti minacce militari a dichiarazioni pubbliche in cui promette di "colpire duramente" il regime iraniano, ha momentaneamente frenato un'ulteriore escalation su vasta scala per via delle preoccupazioni dei consiglieri del Pentagono riguardo al rapido esaurimento delle scorte di munizioni e intercettori Patriot nel teatro mediorientale.

Nel frattempo, sul fronte marittimo l'Iran mantiene formalmente chiuso lo Stretto di Hormuz, mossa che ha provocato una forte impennata dei prezzi del petrolio a livello globale. Per contrastare il blocco e proteggere le rotte commerciali nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, l'Arabia Saudita ha annunciato la creazione di una coalizione di difesa marittima composta da 14 Paesi. La situazione geopolitica si è ulteriormente allargata con i primi attacchi di droni nel porto egiziano di Damietta e con l'annuncio da parte dei ribelli Houthi del blocco navale contro le navi saudite nell'Oceano Indiano.

Sul fronte libanese, sebbene sia in vigore una fragile tregua, l'alto commissario ONU per i diritti umani Volker Türk ha duramente condannato le persistenti demolizioni e i bombardamenti israeliani nel sud del Paese, definendoli potenziali crimini internazionali che hanno già causato oltre un milione di profughi. Nonostante le divergenze strategiche sul futuro del conflitto e sulla gestione del programma nucleare di Teheran, Trump ha recentemente ospitato alla Casa Bianca il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per coordinare le prossime mosse politiche e militari. Mentre i mediatori internazionali di Qatar, Oman e Pakistan lavorano febbrilmente dietro le quinte per stabilire un canale diplomatico indiretto tra Washington e Teheran, negli Stati Uniti cresce il dibattito interno: la minoranza democratica al Senato sta pressando i repubblicani per forzare un voto che imponga lo stop alle operazioni militari e il ritorno a casa dei soldati americani. Sul fronte della politica interna, Donald Trump deve affrontare anche tensioni interne all'amministrazione, avendo minacciato di ritirare la nomina di Todd Blanche a procuratore generale a causa dell'opposizione di due senatori repubblicani contrari a un accordo sull'immunità fiscale che favorirebbe la famiglia del presidente

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