La Nuova Sardegna

L’iniziativa

Un regalo per i sardi: il Vangelo in limba

di Mario Girau
Un regalo per i sardi: il Vangelo in limba

Per il centenario della facoltà Pontificia sarà tradotto il Nuovo Testamento

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Cagliari Un regalo ai sardi per festeggiare il centenario della fondazione che cade nel 2027. La Pontificia facoltà teologica della Sardegna ha deciso di pubblicare la traduzione in limba del Nuovo Testamento. Per realizzare questa importante opera sono già al lavoro biblisti e studiosi di letteratura cristiana antica docenti dell’ateneo cattolico di via Sanjust e un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Lettere, lingue e Beni culturali dell’università di Cagliari. Un lavoro altamente scientifico che nei prossimi mesi si svilupperà in tre fasi: la traduzione, il controllo dei testi e la lettura critica fatta da liturgisti e teologi.

«Per l’anno del centenario – dice il preside della facoltà, monsignor Giovanni Ligas – sono in preparazione alcuni eventi: un convegno, una mostra documentaria e fotografica, un concerto e si prevede la pubblicazione di un testo rievocativo, che presenti le figure storiche della facoltà nella sedi di Cuglieri (fino al 1971) e Cagliari».

Nata nel cuore del Montiferru il 5 agosto 1927 con la Costituzione Apostolica Nostrarum partem di Papa Pio XI, per 44 anni la facoltà – intestata al «Sacro Cuore di Gesù» e posta sotto il patrocinio di sant’Eusebio, natione sardus, e di san Tommaso d’Aquino – ha curato la formazione teologica dei futuri sacerdoti. «L’insegnamento della teologia e la ricerca– aggiunge il preside – hanno una funzione rilevante nella comunità cristiana, ma ha il suo riflesso culturale anche nella società. Come diceva San Giovanni Paolo II, questo compito aiuta la Chiesa a partecipare in modo creativo e fecondo alla missione profetica di Cristo e a rispondere “alle esigenze della cultura moderna e ai problemi più profondi della umanità attuale”». Molti laici sono passati tra i banchi della facoltà per poter insegnare religione nelle scuole o semplicemente spinti dal desiderio di approfondire le verità di fede.

«I docenti – dice Don Giovanni Ligas, anche parroco della chiesa cagliaritana di “San Pio X – constatano che i laici sono molto motivati nello studio delle materie teologiche. L’importanza della formazione è stata sottolineata da Papa Leone XIV, che un anno fa ha spiegato che tutti, ministri ordinati e fedeli laici, siamo chiamati “a entrare nel dinamismo della missione e ad affrontare le sfide dell’evangelizzazione”. Questa chiamata esige “una formazione solida e integrale, che non si riduce solo ad alcune competenze conoscitive, ma che deve mirare a trasformare la nostra umanità e la nostra spiritualità perché assumano la forma del Vangelo”».

Un interesse per la teologia inversamente proporzionale alla presenza in chiesa e ai sacramenti. «Meno numerosi in parrocchia – afferma ancora – ma desiderosi di curare la propria formazione cristiana. Sulla presenza dei fedeli nelle chiese occorre, poi, evitare gli eccessi di valutazione. Da alcuni decenni ogni tanto appare la notizia che le chiese sono vuote. È vero – dice il parroco e preside – che non si trovano più le masse di fedeli di un tempo, però, non sono poche le persone che si rivolgono ai parroci e ai sacerdoti per un dialogo, un confronto o per ricevere un consiglio spirituale. Piuttosto, sta cambiando la modalità di partecipazione, che è legata alla grande mobilità delle persone. Accade che certi fedeli frequentano le chiese nel luogo dove lavorano e non dove risiedono, oppure molti altri, nel periodo estivo, si trasferiscono in modo massiccio nelle zone costiere. Questo fenomeno spinge i parroci ad impegnarsi in nuove forme di collaborazione pastorale per raggiungere maggiormente i destinatari».

Anche un volume con i 4 vangeli in limba, in formato tascabile, potrebbe essere veicolo di nuovo interesse per la vita della chiesa, un interesse che non conosce crisi né rigetto, soprattutto quando ricorre alle sue tradizioni religiose.

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