GeNa: risorse agli sgoccioli, a rischio gli stipendi e i servizi – La lettera
L’amministratore Giglio scrive ai sindacati: i soldi in cassa stanno finendo. Ma la Regione rinvia ancora la delibera sui tetti di spesa
Sassari Oltre cento pazienti, più di cento lavoratori e l’unico punto di riferimento per tutto il Nord dell’isola nella cura e nell’assistenza alle persone con autismo sono appesi a una delibera che, nonostante gli impegni assunti dalla Regione, per l’ennesima volta non è nemmeno arrivata sul tavolo della giunta.
La lettera
Dopo l’ennesimo rinvio, l’Opera Gesù Nazareno alza il livello dello scontro: l’amministratore unico Renato Giglio ha chiesto ai sindacati di mobilitarsi e di fare pressione sulla presidente della Regione e assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde affinché venga approvato senza ulteriori rinvii l’adeguamento dei tetti di spesa. Senza quel provvedimento, avverte, nel corso di agosto potrebbero esaurirsi le risorse necessarie per garantire la continuità dei servizi e il pagamento degli stipendi. Una prospettiva che rischia di travolgere non solo il futuro della struttura di via Valle Gardona, ma anche decine di famiglie che ogni giorno vi trovano un punto di riferimento indispensabile.
Rinvio
La dura presa di posizione di Giglio arriva dopo che anche l’ultima riunione della giunta regionale, quella di giovedì scorso, si è conclusa con l’ennesimo rinvio del provvedimento più atteso dalle strutture convenzionate. La delibera, che avrebbe dovuto tradurre in un atto amministrativo gli impegni assunti ai tavoli tecnici tra l’assessorato della Sanità, Ares e i rappresentanti delle strutture, non è stata nemmeno inserita all’ordine del giorno. Eppure proprio quel provvedimento avrebbe dovuto adeguare i tetti di spesa alla nuova ripartizione delle tariffe, consentendo alle strutture di continuare a erogare le prestazioni senza il rischio di esaurire il budget a disposizione. Di fronte all’ennesimo stop, l’amministratore ha deciso di rompere gli indugi e chiamare in campo le organizzazioni sindacali, chiedendo un intervento immediato nei confronti della Regione e, se necessario, l’avvio della mobilitazione.
Il pasticcio
Il problema nasce da una modifica introdotta dalla stessa Regione all’inizio dell’anno. Dal primo gennaio la quota sanitaria delle rette è passata dal 60 al 70 per cento, mentre quella sociale è scesa al 30 per cento. Un riequilibrio condiviso dalle strutture, ma che avrebbe dovuto essere accompagnato dall’adeguamento dei tetti di spesa assegnati ad Ares per l’acquisto delle prestazioni. È proprio qui che nasce il cortocircuito. Quel passaggio, infatti, non è mai stato completato. Il risultato è che le strutture si ritrovano oggi a lavorare con un budget ormai insufficiente, pur in presenza di risorse che, secondo l’Opera Gesù Nazareno, sono già previste nel bilancio regionale e devono semplicemente essere riallocate.
Tariffe
A complicare ulteriormente il quadro c’è anche il ritardo nell’applicazione dell’aumento tariffario deciso a maggio per compensare l’incremento del costo del lavoro. Anche questo provvedimento, spiegano dalla struttura, avrebbe dovuto avere efficacia retroattiva ma non è stato ancora completato.
Il paradosso
Nella lettera inviata ai sindacati Giglio parla apertamente di una situazione «emergenziale» e denuncia il rischio che mesi di lavoro possano essere vanificati da un ritardo amministrativo. Il paradosso, osserva, è che l’Opera Gesù Nazareno non si trova in difficoltà per errori di gestione. Al contrario, il lungo percorso di concordato preventivo in continuità aziendale aveva consentito di riportare in equilibrio i conti e di garantire stabilità alla struttura. Oggi, invece, quello stesso percorso rischia di interrompersi perché la Regione non ha ancora adottato gli atti amministrativi necessari a dare attuazione alle decisioni già condivise nei tavoli tecnici. «Non si tratta di nuove risorse – ribadisce Giglio – ma di una diversa ripartizione di fondi già stanziati nel bilancio regionale».
L’allarme
L’allarme riguarda prima di tutto personale e pazienti. Se il provvedimento continuerà a slittare, le risorse disponibili potrebbero esaurirsi già nel corso di questo mese. Vorrebbe dire mettere a rischio gli stipendi degli oltre cento lavoratori, ma soprattutto interrompere un servizio essenziale per oltre cento persone con disturbo dello spettro autistico e per le loro famiglie, che nell’Opera Gesù Nazareno trovano un presidio sanitario e assistenziale unico nel Nord Sardegna. Con ripercussioni sociali enormi per tutto il territorio.
Mobilitazione
È per evitare questo scenario che Giglio chiede ora alla politica di rispettare gli impegni assunti e ai sindacati di prepararsi alla mobilitazione. Perché quella dell’Opera Gesù Nazareno non è soltanto una vertenza aziendale: è la tenuta di un servizio essenziale per il Nord Sardegna. E, questa volta, il tempo delle promesse sembra davvero finito.
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