Emergenza plastica, i siti di stoccaggio sono al collasso: stop alla raccolta in decine di Comuni, si rischia il blocco totale – Cosa sta succedendo
Sotgiu, So.Ma.Ricicla: «C’è il rischio che la gente debba tenerla in casa, o che si torni all’indifferenziata»
Sassari Stop alla raccolta della plastica in decine di Comuni dell’isola. L’emergenza nei centri della Sardegna si allarga ogni giorno di più e aumentano i disagi per i cittadini, costretti a tenere i rifiuti nelle proprie abitazioni. Il problema nasce dal sistema del riciclo che è andato in crisi in tutta Italia e sta investendo anche la Sardegna. La plastica cinese costa meno di quella che viene riciclata con la differenziata e così i siti di stoccaggio si stanno saturando. Il conferimento e il ritiro dei sacchetti gialli sono stati sospesi a Posada, Siniscola, Lanusei, Sarroch, Sinnai, Silius, Sant'Andrea Frius, Villasalto, San Nicolò Gerrei, Armungia, Gairo, Santu Lussurgiu, San Gavino Monreale, Milis, Pabillonis, Samassi, Sardara, Serramanna, Serrenti, Villaspeciosa, Ussana, Girasole.
Ma l’elenco rischia di aumentare ogni giorno di più. Il materiale vergine prodotto dai mercati asiatici a costo più basso rende meno competitivo, per le imprese che si occupano del riciclo, l’acquisto dai siti di stoccaggio. La plastica che viene conferita dai Comuni negli impianti sardi è di molto superiore a quella che viene richiesta dalle aziende di riciclo. La conseguenza è che i siti dell’isola non possono più accoglierne altra. Un sistema che è andato completamente in tilt. La Regione ha individuato alcune aree alternative per tamponare l’emergenza. Si attende l’autorizzazione all’apertura di quella individuato nella zona del Tecnocasic. A Olbia invece il sito temporaneo nell’area del Cipnes è in funzione da ieri. Più tranquilla la situazione nel centro Sardegna dove il sito di Arborea non è andato in difficoltà mentre nel Nord Ovest l’ordinanza del sindaco metropolitano Giuseppe Mascia sta consentendo il conferimento a Scala Erre, dando così respiro all’impianto di Tergu.
Il sito di Assemini
«Quella che stiamo vivendo in queste settimane è un’emergenza più grave di quella del novembre dello scorso anno. Se non si trova una soluzione, il rischio è che la gente debba tenersi la plastica in casa o che si torni all’indifferenziata». Gigliola Sotgiu, legale rappresentante della So.Ma.Ricicla l’azienda di Selargius con sede operativa ad Assemini che in queste settimane ha dovuto bloccare l’arrivo della plastica, descrive così lo scenario di questi giorni. La So.Ma.Ricicla riceve la plastica raccolta in diversi centri dell’area metropolitana di Cagliari, la pressa e la prepara per il trasferimento agli impianti individuati da Corepla.
«Il nostro compito è limitato alla pressatura e alla messa a disposizione del materiale. Non abbiamo rapporti contrattuali né con Corepla né con i riciclatori ma solo con i singoli convenzionati, Comuni e aziende private». Il meccanismo, spiega Sotgiu, funziona finché il materiale in entrata viene ritirato con regolarità. Una volta pronto il carico, l’azienda comunica a Corepla la disponibilità e attende l’emissione dei buoni di ritiro. Il consorzio individua quindi nella penisola l’impianto al quale destinare la plastica e organizza il trasporto. Fino a qualche tempo fa il sistema ha funzionato bene, ora, invece, si è bloccato.
«Se il materiale esce dal nostro sito, si libera spazio e possiamo continuare a riceverne altro. Se invece il deflusso si ferma, il magazzino si satura e siamo costretti a chiudere i cancelli per ragioni di sicurezza». L’impianto è saturo e, nonostante i continui solleciti, i ritiri procedono con grande difficoltà.
«Continuiamo a inviare richieste a Corepla, per ottenere nuovi buoni e per far ritirare il materiale relativo a quelli già emessi. Ma gli impianti assegnatari rispondono di essere pieni e accettano solo quantità limitate. Corepla stessa sta gestendo la situazione con grande difficoltà e ha chiesto il supporto del governo. Non è un problema che nasce dal consorzio nazionale o tanto meno dalla nostra azienda. Noi abbiamo una capacità sufficiente per lavorare durante l’anno e ricevere quantitativi importanti. Il problema è che, senza una rotazione continua del magazzino, gli spazi si congestionano e il disagio poi si riversa sui Comuni e sui cittadini».
Nel sito conferiscono Comuni come Cagliari, Quartucciu, Selargius, Pula, Villasimius, Assemini e Capoterra. «Siamo in piena estate e fermare un servizio pubblico di questo tipo, con la presenza di tanti turisti, rende tutto più grave. Le aree temporanee individuate dalla Regione possono aiutare nell’immediato, ma non risolvono il problema di fondo se poi il materiale non viene avviato al riciclo e anche quegli spazi si riempiono». Le conseguenze riguardano anche la tenuta economica dell’ impresa. Se l’impianto non può ricevere nuova plastica, l’attività si ferma e vengono meno i ricavi legati ai quantitativi trattati.
«In questo momento – afferma Gigliola Sotgiu – non stiamo fatturando un centesimo per questa attività di stoccaggio. Il blocco compromette anche la sopravvivenza di aziende come la nostra che operano nel settore da anni. Valuteremo la richiesta di ristori o indennizzi per un fermo che ci penalizza e non dipende dalla nostra volontà». Per la rappresentante legale di So.Ma.Ricicla, dunque il rischio che il sistema si blocchi ancora è reale. «Occorre una soluzione a livello nazionale, con il coinvolgimento delle Regioni. Altrimenti il conferimento della plastica può fermarsi e si rischia di vanificare tutto il lavoro fatto in questi anni sulla raccolta differenziata».
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