La Nuova Sardegna

La crisi

Emergenza plastica, Rosanna Laconi: «Serve l’intervento del Governo, la filiera è al collasso»

Emergenza plastica, Rosanna Laconi: «Serve l’intervento del Governo, la filiera è al collasso»

L’assessora regionale all’Ambiente invita a bere l’acqua dal rubinetto per ridurre il consumo di bottiglie

4 MINUTI DI LETTURA





Sassari Nessuna sorpresa, il copione era già scritto. La plastica sale, l'isola affonda. Per l'assessora all'Ambiente Rosanna Laconi, il cortocircuito sardo è solo la replica di un film già visto a dicembre anche nella Penisola. La soluzione non abita a Cagliari, ma a Palazzo Chigi. O il Governo interviene subito per salvare la filiera, o finiremo tutti sepolti.

Diversi Comuni sono stati costretti a sospendere la raccolta della plastica. Vi aspettavate un’emergenza del genere o vi ha colti di sorpresa?

«Della crisi della plastica si discuteva già dallo scorso inverno, tra novembre e dicembre, in previsione dell'aumento dei flussi turistici. Non è una criticità legata solo alla Sardegna, ma un problema nazionale con pesanti motivazioni internazionali: il mercato cinese ha determinato il crollo del prezzo del prodotto riciclato, mandando in crisi le attività industriali che lavorano i polimeri. Noi, essendo un’isola, sentiamo il problema ancora di più per via dei trasporti e dell'assenza di impianti completi di trasformazione. Il processo si sta bloccando a valle: Corepla continua a ritirare, ma le quantità di plastica prodotte in questo periodo sono talmente elevate che i ritiri non sono adeguati per assorbire tutto il materiale».

Cosa sta facendo la Regione per sbloccare la situazione?

«Le nostre possibilità di risolvere il problema alla radice non sono tantissime. Ne abbiamo parlato ripetutamente in Conferenza Stato-Regioni, con Corepla e con il viceministro Vannia Gava. Ci aspettiamo azioni forti dal Governo nazionale e dall’Unione Europea. Le imprese del settore in Italia stanno chiudendo perché non reggono la concorrenza: un intervento di sostegno statale è doveroso. Un’altra strada è imporre l’obbligo di utilizzo di prodotto riciclato. Se non ci si muove in questa direzione, il sistema rischia il collasso. E poi c’è un aspetto fondamentale: stiamo producendo troppa plastica. La raccomandazione forte che faccio a cittadini, turisti e attività commerciali è quella di produrre meno imballaggi».

A questo proposito, non si potrebbero prevedere incentivi per l'installazione di purificatori d'acqua domestici, per disincentivare l’uso delle bottiglie?

«L'acqua del rubinetto in Sardegna è potabile, sicura e super controllata. Non servono altri apparecchi per berla, io stessa la bevo quotidianamente. Detto questo, per superare la crisi attuale ci dobbiamo aiutare tutti. Ci sarà inevitabilmente un rallentamento nella raccolta, quindi chiedo pazienza. La plastica non è umido, non puzza: se teniamo due buste in casa per una settimana non succede nulla. Bisogna avere senso di responsabilità, l'alternativa non può certo essere abbandonarla in campagna».

I sindaci, però, fanno pressing per disporre nuove zone di stoccaggio. Dicono di avere aree pronte e di aspettare solo un’ordinanza regionale per spostare i conferimenti.

«La Regione non fa questo tipo di ordinanze. L'ordinanza può firmarla direttamente lo stesso sindaco se ha a disposizione un’area idonea allo stoccaggio del materiale, senza bisogno di alcuna autorizzazione da parte nostra. Molti Comuni lo stanno già facendo: utilizzano ad esempio gli ecocentri per posizionare dei cassoni in cui depositare temporaneamente la plastica per non sospendere il ritiro. Questo sistema va bene per i piccoli centri, ma per le grandi aree urbane stiamo attrezzando come Regione importanti hub di stoccaggio: Sassari è già operativa, mentre a Macchiareddu e Olbia spero aprano entro questa settimana, grazie anche al lavoro rapido e prezioso dei Vigili del Fuoco, che ringrazio per le valutazioni sui rischi antincendio».

Come si può uscire definitivamente da questa crisi?

«La prospettiva è ricostruire l'intera filiera del riciclo. Se gli impianti nazionali chiudono per le regole del mercato, la politica deve intervenire in modo strutturale. Noi possiamo solo tamponare le emergenze, ma il problema va risolto

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La crisi

Emergenza plastica, la marea avanza: i sindaci: «Siamo sommersi»

di Luigi Soriga
Le nostre iniziative