Dalla spiaggia emerge una discarica abusiva, il Comune copre tutto con un maxi telo. Il sindaco: «Soluzione temporanea»
Giampiero Carta: ««Era lì da 50 anni, non sapevamo niente, interverremo»
Sassari Di solito si dice nascondere la polvere sotto al tappeto. A Trinità d’Agultu le cose sono state fatte in grande. E una discarica abusiva scoperta dalle mareggiate che hanno scavato nella collina dietro Isola Rossa è stata coperta con due teloni verdi.
«È materiale inquinante depositato lì da cinquant’anni», racconta il sindaco, ma a quanto pare non ne sapeva niente nessuno e la montagna di rifiuti, in senso letterale, quando è uscita fuori è stata prima recintata, poi si è messa una pezza su. Una pezza lunga circa settanta metri.
Proprio adesso, a due giorni da Ferragosto, sarebbe stato un peccato chiudere la spiaggia, avranno pensato. Il problema è che per molto meno in genere si parla di bomba ecologica. Ora sarà pure stata messa sotto un telone, ma rimane una bomba ecologica.
Qui gli asciugamani dei bagnanti – che eppure continuano a venire – stanno a neanche un metro dai rifiuti incastrati tra le radici e i massi del retro spiaggia. Il mega drappo verde è un’idea (geniale? Futuristica? Ingenua?) nata per coprire i rifiuti e invece ha attirato la curiosità sulla spiaggia Longa di Isola Rossa, che a quanto pare conviveva con la discarica clandestina sotto al sole da inizio estate.
«Soluzione temporanea»
Le mareggiate dei mesi scorsi hanno portato alla luce la spazzatura che da mezzo secolo se ne stava lì sotterrata tra la macchia mediterranea e l’acqua del mare. Il Comune se n’è accorto «a giugno». Il primo cittadino, Giampiero Carta, si è «messo le mani nei capelli», poi «abbiamo portato via alcuni rifiuti con una trentina di camion» mentre l’area è stata recintata con dei paletti. Con l’arrivo dell’alta stagione e il litorale pieno di ombrelloni e asciugamani il litorale, però, «non potevamo far viaggiare altri camion», ed è lì che arriva la soluzione creativa. «L’assessorato competente mi ha consigliato di coprire il materiale». Precisa: «È una soluzione temporanea, abbiamo ricevuto un finanziamento per il ripascimento di quella spiaggia che faremo a ottobre».
Conseguenze
Sembra un’opera di Christo, l’artista che copriva i monumenti con lenzuola giganti. Qualcuno avrà anche pensato all’installazione di arte contemporanea, invece no, una toppa taglia maxi sopra la discarica che a quanto pare era lì dagli anni ’70. Ma la distesa di teli, minimizza il sindaco, «è più piccola di quel che sembra» dalle foto e comunque «verrà coperta con la sabbia e non si vedrà, il lavoro non è ancora completo».
Centinaia, forse migliaia di persone in queste settimane hanno preso il sole alla spiaggia Longa senza domandarsi più di tanto su quel cumulo di spazzatura – come abbiano fatto, poi, è un’altra storia –, ora la soluzione originale del Comune ha dato eco al problema. «Ma è un’operazione a vantaggio di tutti per evitare il danno ambientale», sostiene Carta, si legga tra le righe anche: per evitare di chiudere la spiaggia e rispedire a casa tutti i turisti di Isola Rossa.
«Se la minoranza avesse collaborato – precisa il focoso sindaco – anziché sollevare problemi in continuazione per creare un danno d’immagine al paese, sarebbe stato più produttivo per tutti».
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