Dal porcetto all’aragosta, vince la tradizione: tavola sempre ricca, il portafoglio meno
Tra gli storici box di San Benedetto, a Cagliari, i clienti sono più attenti ai prezzi
Cagliari A Ferragosto la festa comincia dal mercato civico. Prima ancora che sulle griglie finisca la salsiccia o nello spiedo il maialetto, il pranzo del 15 agosto prende forma tra i banchi di piazza Nazzari, dove i boxisti della storica struttura di San Benedetto (attualmente in fase di riammodernamento) continuano la loro attività. E basta mettere insieme un antipasto di mare, un primo, dei bei crostacei o un porcetto per capire che anche la tradizionale scorpacciata di mezza estate richiede un po’ di attenzione al portafoglio.
Ma non è soltanto una questione di prezzi. Nei giorni che precedono Ferragosto la spesa racconta soprattutto i gusti dei cagliaritani: la carne resta una certezza, il pesce continua a essere protagonista e cozze e arselle sono quasi immancabili sulla tavola delle feste. «Per il mega pranzo – racconta Maurizio Loi, titolare di una macelleria – le persone stanno acquistando prevalentemente salsiccia e bistecche da fare alla brace, ma quasi nessuno dei nostri clienti rinuncia al classico maialetto, naturalmente sardo doc, non certo di importazione». Il porcetto viene venduto a 18 euro al chilo, un prezzo leggermente superiore al solito. «Ma soltanto perché la domanda in questi giorni è cresciuta molto», spiega. E proprio sul maialetto, simbolo della tavola isolana, Loi invita a prestare attenzione alla provenienza. «Premesso che qui da noi, e in generale in tutto questo mercato, i porcetti provengono assolutamente dall’isola, la certezza si ha soprattutto controllando la certificazione e la tracciabilità che ne garantiscono la provenienza».
Ci sono poi gli indizi che arrivano direttamente dall’aspetto del prodotto: il peso ideale deve aggirarsi intorno ai 5-7 chili, massimo 8, segno inequivocabile che si tratta di un suinetto rigorosamente da latte. E anche la cotenna può dire molto: da cruda deve essere chiara e sottile, mentre da cotta deve diventare croccante e assumere un colore ambrato.
Dal banco della carne a quello del pesce il menù cambia, ma non la voglia di concedersi qualcosa di speciale. «Stiamo vendendo un po’ di tutto, dalle spigole alle orate, dal tonno fresco ai calamari», spiega Davide Secci, titolare dell’omonima pescheria che tratta solo pesce di mare. «La regina del Ferragosto resta comunque l’aragosta, attualmente a 90-95 euro al chilo».
Una scelta non proprio economica, tanto che molti clienti preferiscono orientarsi verso i gamberoni, non meno gustosi. «Adesso ne abbiamo certi che arrivano dai mari siciliani e sono una meraviglia – dice Secci –. Il loro prezzo si aggira intorno ai 70 euro, a seconda che siano di prima, di seconda o di terza scelta, tutti comunque buonissimi. I prezzi – conclude – non sono cambiati molto rispetto a due o tre settimane fa».
Se il secondo può far salire il conto, l’antipasto offre invece una soluzione più accessibile per una tavolata numerosa. «Cagliaritani e turisti acquistano prevalentemente vongole e cozze, che garantiscono un ottimo antipasto, ma anche deliziosi piatti di pasta, magari conditi con la bottarga», evidenzia Bruno Troja, rivenditore di frutti di mare. Le quantità, per una tavola da dieci persone, sono già quelle delle grandi occasioni: «Servono due chili di arselle e quattro chili di cozze, che in tutto vengono a costare sugli 80 euro». Una cifra che può sembrare significativa, ma che, secondo Troja, va letta anche alla luce del confronto con il pranzo fuori casa: «Non è poco, certo, ma considerato che la Sardegna è molto cara, è sempre meglio del conto al ristorante».
In piazza Nazzari, insomma, certe festività hanno ancora il sapore della tradizione. Ma quest’anno, tra i box, c’è anche un’altra abitudine sempre più diffusa: chiedere il prezzo prima di scegliere che cosa servire a tavola.
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