Giornata mondiale del cane, da Fedez, Canalis e Murino alla storia di Palla: la Sardegna dei rifugi e delle seconde possibilità
A Oristano continua l'eredità della cagnolina diventata simbolo della lotta ai maltrattamenti
Olbia Sacchi di crocchette, qualche ora trascorsa tra i box e poi i guinzagli in mano per portare a passeggio i cani che una casa ancora non ce l'hanno. Solo due giorni fa Fedez e la compagna Giulia Honegger hanno trascorso un pomeriggio al rifugio “I Fratelli Minori” della Lida di Olbia. Una visita arrivata quasi alla vigilia della Giornata mondiale del cane, che si celebra oggi, mercoledì 26 agosto, e che in Sardegna offre l'occasione per guardare oltre fotografie e celebrazioni social: verso il lavoro quotidiano di chi raccoglie, cura e prova a trovare una nuova famiglia agli animali abbandonati.
Il rapper e la compagna sono arrivati alla struttura con del cibo, hanno visitato i box, ascoltato le storie degli ospiti del rifugio e accompagnato alcuni cani fuori per una passeggiata. «Non sono venuti a trovarci i personaggi famosi. Sono venuti a trovarci Federico e Giulia», hanno raccontato i volontari della Lida.
Non è la prima volta che il rifugio olbiese finisce sotto i riflettori grazie a un volto conosciuto. Elisabetta Canalis ci torna ormai regolarmente. La showgirl sassarese ha costruito negli anni un rapporto particolare con la struttura: proprio qui aveva adottato Nello, uno dei suoi cani, e lo scorso luglio è tornata ancora una volta tra gli animali ospitati, invitando i suoi follower a sostenere i volontari e soprattutto a scegliere l'adozione.
E poche settimane fa era stata Caterina Murino a trasformarsi in una sorta di staffettista delle adozioni: l'attrice era arrivata da Parigi a Olbia per prendere Cip, un cane del rifugio adottato da una famiglia francese, e ripartire con lui poche ore più tardi verso la sua nuova casa.
Dietro le visite dei personaggi famosi, però, c'è una realtà che lavora tutto l'anno. Il rifugio “I Fratelli Minori” è guidato dal 1999 da Cosetta Prontu e continua a occuparsi di animali abbandonati, feriti o maltrattati. Solo nel 2025 la Lida di Olbia ha registrato 1.056 adozioni: 718 cani e 338 gatti, al termine di percorsi che spesso comprendono cure, sterilizzazioni e recupero di animali traumatizzati.
Numeri che raccontano una parte del problema, ma non tutta. Perché la Sardegna delle seconde possibilità passa anche da Oristano, dalla Clinica veterinaria Duemari e da una cagnolina che per dieci anni è diventata uno dei simboli italiani della lotta contro i maltrattamenti.
Si chiamava Palla ed è morta alla fine dello scorso giugno. Nel 2016 era stata recuperata nelle campagne del Terralbese in condizioni disperate: intorno al collo aveva un laccio di nylon così stretto da aver compromesso la circolazione e provocato l'impressionante gonfiore della testa dal quale sarebbe nato il suo nome. Alla Duemari i veterinari riuscirono a salvarla e Monica Pais, responsabile dell'area chirurgica della clinica, la adottò.
La sua storia fece il giro del web, ma soprattutto produsse qualcosa di concreto. Da quel caso nacque Effetto Palla, l'organizzazione che negli ultimi dieci anni ha sostenuto il recupero, le cure e l'adozione di migliaia di animali feriti, malati o senza proprietario. Nel 2026 l'associazione ha raggiunto proprio il traguardo dei dieci anni di attività.
È forse questa la chiave più autentica con cui leggere la Giornata mondiale del cane in Sardegna: non soltanto celebrare gli animali che già vivono nelle nostre case, ma ricordare quelli che una casa la stanno ancora aspettando.
La ricorrenza del 26 agosto nasce negli Stati Uniti nel 2004, per iniziativa dell'attivista americana Colleen Paige. La data fu scelta in ricordo del giorno in cui, da bambina, la sua famiglia adottò il primo cane da un rifugio. Fin dall'origine l'obiettivo non era soltanto festeggiare il rapporto tra uomo e cane, ma richiamare l'attenzione sulle adozioni e sugli animali rimasti senza famiglia.
Ventidue anni dopo, il significato resta lo stesso. E nell'isola assume i volti dei cani dietro le grate dei rifugi, di quelli raccolti feriti sulle strade, degli animali maltrattati che devono imparare nuovamente a fidarsi delle persone. Le visite di Fedez, Elisabetta Canalis o Caterina Murino possono accendere per qualche ora un riflettore molto potente. Dietro quel riflettore, però, rimane il lavoro meno visibile di volontari e veterinari che continua ogni giorno dell'anno.
Perché per un cane che entra in un rifugio la giornata davvero importante non è necessariamente il 26 agosto. È quella in cui qualcuno apre il suo box e lo porta finalmente a casa.
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