Pecorino Romano, il Consorzio chiede lo stop dei dazi Usa. Il presidente Maoddi: «L’ambasciatore farà da ponte con Trump» – VIDEO
Incontro a bordo dello yacht di Fertitta a Porto Cervo: «L’azzeramento è la soluzione giusta per tutelare una filiera che crea valore su entrambe le sponde dell’Atlantico»
Porto Cervo Il Consorzio di tutela del Pecorino romano chiede l’azzeramento del dazio Usa del 10% e affida la richiesta all’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, che si è impegnato a fare da ponte con Donald Trump. Il mercato statunitense vale circa 180 milioni di dollari di export per la filiera.
Il presidente del Consorzio, Gianni Maoddi, ha incontrato Fertitta a bordo dello yacht Boardwalk, ormeggiato a Porto Cervo. Al colloquio riservato ha partecipato anche la vice capo missione dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, Marta Costanzo Youth.
Al centro del colloquio la richiesta di azzeramento del dazio oggi applicato al Pecorino Romano, pari al 10%. Gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati più importanti per la filiera, con un valore dell’export che si aggira intorno ai 180 milioni di dollari. Un mercato storico e strategico, costruito attraverso oltre un secolo di rapporti commerciali, nel quale il Pecorino romano è ormai un prodotto consolidato e molto apprezzato dai consumatori. Maoddi ha illustrato a Fertitta le ricadute che l’attuale regime tariffario può produrre sulla competitività del prodotto e sull’intera filiera, sottolineando come il Pecorino Romano non generi valore soltanto in Italia e in Sardegna, ma anche negli Stati Uniti. Importatori, distributori, aziende di trasformazione, operatori della ristorazione e consumatori americani sono infatti parte integrante di una filiera transatlantica che si sviluppa da generazioni.
La richiesta del Consorzio è quindi quella di riconoscere un’esenzione specifica per il Pecorino Romano Dop, arrivando all’azzeramento del dazio. Una soluzione che, secondo il Consorzio, consentirebbe di tutelare contemporaneamente la produzione italiana e gli interessi economici statunitensi legati alla commercializzazione del prodotto. «È stata un’occasione preziosa per portare ancora una volta le nostre istanze all’attenzione diretta di un interlocutore di grande rilievo – sottolinea il presidente del Consorzio Gianni Maoddi –. Abbiamo spiegato all’ambasciatore quanto sia importante intervenire tempestivamente sulla questione dei dazi e perché riteniamo che l’azzeramento sia la soluzione più efficace per preservare la competitività del Pecorino Romano e tutelare una filiera che crea valore su entrambe le sponde dell’Atlantico». «L’ambasciatore ha dimostrato grande attenzione e disponibilità – prosegue Maoddi – e il suo impegno a fare da ponte diretto con il presidente Trump rappresenta per noi un passaggio particolarmente importante. Ora gli trasmetteremo tutta la documentazione necessaria, con gli elementi economici, produttivi e commerciali a sostegno della nostra richiesta».
Il Consorzio ha infatti predisposto un documento dedicato alla situazione tariffaria e alle ragioni che sostengono la richiesta di un’esenzione specifica per il Pecorino Romano DOP. La documentazione, come richiesto, è stata trasmessa all’Ambasciata, insieme alla disponibilità a fornire ulteriori elementi tecnici, economici e commerciali e, se necessario, a organizzare un incontro dedicato negli Stati Uniti o in Italia con i rappresentanti della filiera e delle aziende americane coinvolte nell’importazione, trasformazione e distribuzione del prodotto. Nel corso del colloquio è stato affrontato anche il crescente interesse degli Stati Uniti per la Sardegna. Fertitta ha sottolineato l’attrattività dell’Isola per il mercato americano, confermando l’attenzione verso una realtà che può rafforzare ulteriormente i propri rapporti economici e commerciali con gli Stati Uniti.
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