Report, Ranucci attacca i nuovi conduttori: «Mediocre è chi ce l’ha fatta senza essersela guadagnata»
L’ex volto del programma contro Presutti e Piervincenzi: nel mirino la decisione dell’azienda e i criteri utilizzati per affidare loro la trasmissione
Roma Nuovo duro attacco di Sigfrido Ranucci contro Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, scelti dalla Rai per prendere il suo posto alla conduzione di Report. L’ex volto della trasmissione d’inchiesta, rimosso dall’incarico nei giorni scorsi, è intervenuto con un lungo post su Facebook nel quale ha contestato apertamente la decisione dell’azienda.
Ranucci parte da alcune dichiarazioni rilasciate da Piervincenzi al quotidiano Domani e chiarisce il significato di una sua precedente critica. «Mediocre non è la vostra professionalità, che non metto in discussione – scrive – mediocre è la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana».
Nel caso di Piervincenzi, Ranucci ne ricostruisce alcuni precedenti professionali, ricordando un servizio destinato a Report ma mai trasmesso e l’inchiesta sul caso dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, ucciso in Congo nel 2021. Secondo l’ex conduttore, tuttavia, quel lavoro faceva parte dei Lab, contributi esterni al corpo principale della trasmissione. Richiama inoltre la precedente esperienza di Piervincenzi alla guida di Popolo Sovrano nel 2019.
Un altro punto dello scontro riguarda il concorso Rai vinto dai due nuovi conduttori. L’azienda ha indicato proprio il superamento della selezione per giornalisti professionisti tra gli elementi a sostegno della scelta. Ranucci ne contesta però la pertinenza rispetto al nuovo incarico, sostenendo che quella procedura fosse stata pensata per rafforzare gli organici delle redazioni regionali e valutasse competenze diverse da quelle necessarie per guidare una lunga trasmissione d’inchiesta in prima serata.
Ranucci rivendica quindi il proprio percorso professionale, iniziato in Rai 36 anni fa e proseguito attraverso diverse esperienze, dal Tg3 a Rainews24 fino agli incarichi da inviato nei Balcani, a New York dopo gli attentati dell’11 settembre, in Iraq e a Sumatra dopo lo tsunami. Ricorda inoltre il suo ingresso a Report nel 2006 e i dieci anni trascorsi al fianco di Milena Gabanelli, prima di assumere la conduzione del programma.
Nel post torna anche sulla propria rimozione, sostenendo di essere stato bersaglio di una lunga campagna di delegittimazione e rivendicando il diritto di esprimersi sul futuro della trasmissione dopo vent’anni trascorsi nella squadra.
La conclusione è la parte più netta dell’intervento: per Ranucci è comprensibile aspirare alla guida di un programma prestigioso, ma non accettare quell’incarico senza aver maturato, a suo giudizio, il percorso necessario. «Non è mediocre chi non ce l’ha fatta – conclude –. È mediocre chi ce l’ha fatta senza essersela guadagnata».
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