Bonus casa, cosa conviene pagare entro dicembre: dal 2027 detrazioni più basse
Dalla sicurezza agli infissi, dagli impianti al fotovoltaico: nel 2026 aliquote fino al 50% sull’abitazione principale
Roma Con poco più di tre mesi a disposizione, chi ha in programma lavori in casa può ancora sfruttare le condizioni fiscali previste per il 2026. E non occorre necessariamente aprire un grande cantiere: dalle porte blindate agli impianti elettrici, dagli infissi al fotovoltaico, sono numerosi gli interventi che possono accedere al bonus ristrutturazioni o, nei casi previsti, all’ecobonus.
La differenza rispetto al prossimo anno può essere significativa. Per le spese sostenute nel 2026 il bonus ristrutturazioni e l’ecobonus arrivano al 50% per l’abitazione principale, quando il pagamento è sostenuto dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento, e al 36% negli altri casi. Nel 2027, in assenza di nuove modifiche, le aliquote scenderanno rispettivamente al 36 e al 30%. Il limite del bonus ristrutturazioni resta però fissato a 96mila euro per unità immobiliare anche nel 2027.
Per le persone fisiche conta in linea generale il principio di cassa: per agganciare l’aliquota del 2026 è quindi determinante che la spesa agevolabile venga pagata entro il 31 dicembre, con le modalità previste dalla normativa. Il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, pubblicato a luglio, ha nel frattempo riordinato la disciplina: il bonus ristrutturazioni confluisce nel nuovo articolo 17, ma per il 2027 resta in vigore il regime transitorio con le aliquote e i limiti appena indicati.
Sicurezza, antifurti e impianti
Tra gli interventi più semplici da realizzare rientrano quelli destinati a proteggere l’abitazione da intrusioni e atti illeciti. Possono beneficiare della detrazione, se rispettano le condizioni previste, porte blindate o rinforzate, serrature, sistemi antifurto, rilevatori di apertura sugli infissi, casseforti a muro, cancellate e recinzioni. La normativa include infatti espressamente le opere dirette a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi.
Spazio anche agli interventi per la sicurezza domestica. Il rifacimento o la messa a norma dell’impianto elettrico può rientrare tra le spese agevolabili, così come opere destinate a prevenire gli infortuni in casa. Nella disciplina sono comprese inoltre la cablatura degli edifici e le opere contro l’inquinamento acustico.
Fotovoltaico, isolamento e risparmio energetico
Anche l’installazione di un impianto fotovoltaico destinato a soddisfare il fabbisogno dell’abitazione può essere agevolata attraverso il bonus casa. Per gli interventi di risparmio energetico possono entrare in gioco, a seconda delle caratteristiche del lavoro, sia il bonus ristrutturazioni sia l’ecobonus.
È il caso, per esempio, dell’isolamento termico o del solare termico per la produzione di acqua calda. Per gli interventi energetici soggetti all’obbligo di comunicazione, i dati devono essere trasmessi all’Enea attraverso il portale dedicato: nel 2026 il termine ordinario è di 90 giorni dalla fine dei lavori.
Restano invece fuori dalle detrazioni gli interventi che consistono nella sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una caldaia unica alimentata esclusivamente da combustibili fossili. L’esclusione non riguarda indistintamente tutti i sistemi di riscaldamento: pompe di calore, sistemi ibridi e altre tecnologie possono continuare ad accedere alle agevolazioni quando rispettano i requisiti previsti.
Finestre, bagno e pavimenti: attenzione al tipo di lavoro
La sostituzione delle finestre può beneficiare del bonus ristrutturazioni quando l’intervento ha le caratteristiche richieste dalla normativa oppure dell’ecobonus se garantisce i parametri di efficienza energetica previsti. Anche interventi contro il rumore, attraverso opere di isolamento acustico, possono essere detraibili.
Più attenzione serve invece per bagno, pavimenti e tinteggiature. Il semplice cambio dei sanitari, delle piastrelle o del pavimento di una singola abitazione è normalmente manutenzione ordinaria e, se eseguito da solo, non dà accesso al bonus ristrutturazioni. La spesa può diventare agevolabile se fa parte di un intervento più ampio di manutenzione straordinaria, come il rifacimento completo del bagno con modifica degli impianti.
Lo stesso principio vale, in generale, per tinteggiatura, intonaci, riparazioni isolate di balconi e terrazzi o sostituzione di singoli elementi deteriorati del tetto: da soli non bastano necessariamente a ottenere la detrazione.
Barriere architettoniche e amianto
Rientrano tra gli interventi agevolabili anche quelli destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche, come rampe, servoscala e piattaforme elevatrici, purché siano rispettati i requisiti tecnici previsti. Un trattamento specifico riguarda l’amianto. La normativa include espressamente le opere di bonifica tra quelle che possono usufruire del bonus ristrutturazioni, insieme agli interventi destinati alla prevenzione degli infortuni domestici.
Bonus mobili, ultima chiamata per il 2026
Chi effettua una ristrutturazione che dà diritto all’agevolazione può sfruttare nel 2026 anche il bonus mobili ed elettrodomestici, pari al 50% su una spesa massima di 5mila euro. L’acquisto deve essere collegato a un intervento di recupero edilizio iniziato prima dell’acquisto dei beni. La legge di Bilancio 2026 ha prorogato espressamente il beneficio fino alla fine di quest’anno; allo stato attuale non è invece prevista una proroga per il 2027.
Prima di avviare o pagare i lavori è quindi essenziale verificare in quale categoria rientri l’intervento, quali documenti siano necessari e se siano previsti adempimenti specifici. Per chi ha già deciso di intervenire, tuttavia, il calendario pesa: salvo cambiamenti con la prossima legge di Bilancio, dal primo gennaio 2027 le percentuali di detrazione saranno meno favorevoli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
.png?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=ed387d6)