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Sassari, il sogno del figlio del pittore Augusto Oppo: «Una fondazione con le sue opere»

di Luca Fiori
Sassari, il sogno del figlio del pittore Augusto Oppo: «Una fondazione con le sue opere»

Carlo lancia un appello da Parigi: «Chiunque può, partecipi alla ricerca»

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Sassari Ci sono eredità che non stanno dentro una casa. Non sono soltanto quadri, disegni, fotografie, documenti o oggetti. Sono domande rimaste sospese, ricordi affidati alla memoria degli altri, incontri che rischiano di scomparire insieme alle persone che li hanno vissuti. È da qui che parte la ricerca di Carlo Oppo, figlio di Augusto, artista sassarese scomparso nel 2015.

Artista a 360 gradi Pittore, progettista, professore e uomo di cultura, Augusto Oppo è stato una figura eclettica e visionaria della Sardegna del Novecento. A Sassari, dove nacque nel 1939, molti lo chiamavano semplicemente «il Professore», ma dietro quel nome c’era un mondo fatto di arte, design, grafica, insegnamento, sperimentazione e impegno culturale. Oggi il figlio Carlo, 50 anni, vive a Parigi e si occupa di marketing online. Dalla Francia porta avanti un progetto di startup, ma sta cercando di ricomporre tassello per tassello la produzione di suo padre. Prima a Milano, poi a Roma e per sette anni in Cina, la vita ha portato Carlo lontano dalla Sardegna, ma il legame con il padre lo ha riportato a una ricerca profondamente personale, capire quanto ha fatto Augusto Oppo, ritrovare le opere disperse, ricostruirne il percorso e restituirgli il posto che merita nella storia culturale.

La fondazione «Vorrei creare una Fondazione e fare mostre postume itineranti, prima in Sardegna e poi anche fuori dall’isola. Ma prima devo inventariare tutto quello che ha fatto per ricostruire il suo profilo».

Le opere censite Sono già circa 580 le opere censite, ma Carlo è convinto che molte altre siano ancora nelle case di privati, nelle collezioni, negli archivi. Alcune potrebbero essere tra le più importanti. E così la ricerca diventa un appello: «Se avete un’opera di mio padre in casa, se sapete dove si trova, se avete una fotografia, un documento o anche soltanto un ricordo, aiutatemi a ritrovarla». Non è soltanto una caccia ai quadri. Ogni opera può raccontare una storia, restituire un incontro, indicare una data, ricostruire una fase della sua ricerca. «Ricostruire la sua opera significa anche riscoprire lui, il suo pensiero, le sue relazioni e il modo in cui guardava il mondo».

Il sogno Il sogno è trasformare questo archivio ancora in costruzione in una Fondazione capace di conservare, studiare e far conoscere il suo lavoro attraverso mostre itineranti. Prima in Sardegna, poi oltre il mare. Perché Carlo non vuole semplicemente riportare alla luce le opere del padre, vuole restituire alla sua terra una parte della sua memoria.

Basta una foto Chiunque possieda un’opera di Augusto Oppo o sappia dove trovarla può contribuire a questa ricerca attraverso www.augustooppo.it, dove è possibile segnalare i lavori, caricare una fotografia oppure inviarla via WhatsApp. Anche un’opera dimenticata in una casa, una vecchia fotografia o un ricordo possono diventare il tassello che manca per ricomporre la storia di Augusto Oppo. E forse anche un pezzo della Sardegna che ancora non abbiamo raccontato abbastanza.

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