Riccardo Bossi e i suoi fratelli: le storie dei figli di Umberto, fondatore della Lega
Due matrimoni e percorsi diversi: dai rally alla politica, fino all’attività agricola e alla vita riservata dell’ultimogenito
Milano Quattro figli, due matrimoni, percorsi molto diversi. L’arresto di Riccardo Bossi riporta l’attenzione sulla famiglia del fondatore della Lega, morto lo scorso 19 marzo. Ma dietro quel cognome ci sono vite che si sono sviluppate anche a distanza: quella del primogenito, quella politica di Renzo, il «Trota», e quelle meno esposte di Roberto Libertà ed Eridano Sirio.
Riccardo, il primogenito
Nato nel 1979 dal matrimonio con Gigliola Guidali, Riccardo ha lavorato come assistente dell’europarlamentare leghista Francesco Speroni e ha corso nei rally. Negli anni è finito più volte nelle cronache per vicende giudiziarie. Il 23 settembre è stato arrestato a Busto Arsizio per scontare un cumulo di pene definitive di cinque anni e nove mesi, relativo ad appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Dal cumulo è esclusa la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre, confermata in appello e oggetto di un annunciato ricorso in Cassazione.
Renzo, dalla Regione all’agricoltura
Nato nel 1988 dall’unione con Manuela Marrone, Renzo è il figlio che ha seguito più da vicino la strada politica del padre. Anche il soprannome «Trota» arriva dal Senatùr, che lo usò quando gli venne chiesto se il ragazzo fosse il suo «delfino». Eletto consigliere regionale in Lombardia nel 2010, lasciò l’incarico nel 2012, durante lo scandalo sui fondi della Lega. Poi si è dedicato all’attività agricola insieme al fratello Roberto Libertà.
Di quegli anni restano il clamore della presunta laurea albanese, da lui contestata, e due processi: quello sui fondi del partito si è chiuso per mancanza di querela, con decisione confermata dalla Cassazione nel 2019; quello sui rimborsi regionali si è concluso nel 2022 con l’annullamento della condanna per prescrizione.
Roberto Libertà ed Eridano Sirio
Anche Roberto Libertà, nato nel 1990, ed Eridano Sirio, nato nel 1995, sono figli di Manuela Marrone. Roberto ha fatto parte dello staff del padre prima di condividere con Renzo l’attività agricola. Nel 2012 fu condannato dal giudice di pace di Gavirate per lesioni, nella vicenda di un gavettone alla candeggina lanciato contro un militante di Rifondazione comunista.
Eridano Sirio è il più riservato dei quattro. Nel marzo scorso, insieme alla madre e ai fratelli Renzo e Roberto, ha partecipato alle scelte per l’ultimo saluto al padre, affidando a Giancarlo Giorgetti l’organizzazione dei funerali a Pontida.
Le parole di Renzo
La distanza dal primogenito è stata raccontata dallo stesso Renzo il 24 settembre, alla Camera. Nelle dichiarazioni riportate da Sky TG24, ha spiegato che con Riccardo non si era mai costruita una quotidianità familiare, nemmeno nelle occasioni come il Natale. Una separazione precedente alle vicende giudiziarie: «Credo che, nella vita, ognuno sia figlio delle proprie scelte e debba assumersi personalmente la responsabilità delle proprie azioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
.png?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=84b0087)