Eruzione dell’Etna, la rabbia di Calenda bloccato in Sicilia per tre giorni: «Isola trascurata come un paese del terzo mondo»
Il segretario di Azione ha raccontati i disagi incontrati nel tentativo di raggiungere Torino
Carlo Calenda è rimasto bloccato in Sicilia per tre giorni a causa della sospensione dei voli all’aeroporto di Catania provocata dall’eruzione dell’Etna. Il segretario di Azione ha raccontato i disagi incontrati nel tentativo di raggiungere Torino. «Non è possibile che se c'è un’eruzione a Catania, di fatto si fermano tutti gli aeroporti», ha detto Calenda. Dopo aver trovato il volo per Palermo in ritardo di sette ore, il leader di Azione ha spiegato di non essere riuscito a trovare un collegamento aereo per proseguire il viaggio. «Di fatto sono rimasto bloccato per tre giorni perché non si trovano gli aerei», ha raccontato. Calenda ha criticato anche le condizioni delle strade utilizzate per raggiungere altri aeroporti, parlando di percorsi «ridotti in condizioni pietose», con lavori in corso e senza autogrill.
Il segretario di Azione ha poi allargato la sua critica alle infrastrutture siciliane, citando le reti idriche e la gestione dell'acqua. «La Sicilia è uno dei posti che amo di più al mondo», ha detto, aggiungendo però che è «trascurata come neanche un Paese del terzo mondo». Secondo Calenda, la Sicilia, «una delle terre più belle del mondo», meriterebbe un intervento diretto dello Stato. «Dopo tanti anni di trascuratezza lo Stato intervenisse direttamente e la gestisse per i prossimi trent'anni», ha concluso.
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