Dalla triste sorte di Efisia al lieto fine per Ewan, il gatto senza parte delle zampe: la missione adozioni di “Anime feline”
L’associazione di volontariato ha sede a Porto Torres
Le sue credenziali sono ottime. Il piccolo Totò è un intrattenitore nato, è molto fotogenico – qualcuno sostiene che assomigli a Batman – e, nonostante sia un gatto, ha la rarissima dote di spargere peli ovunque. Eppure, sta ancora aspettando di essere adottato: è in stallo da “Anime Feline”, associazione di volontariato con sede a Porto Torres. I suoi sette soci operano nel sovraffollato mondo degli invisibili a quattro zampe e si prendono cura soprattutto di gatti. O meglio, di “SfiGatti” – dal nome della loro pagina Facebook –, indifesi, abbandonati, troppo spesso malati. Se ne fanno carico, li portano in casa, li accudiscono e li preparano per le adozioni. In particolare, è Daniela Scarpa a seguire il rigido iter pre e post affido. L’associazione, però, si impegna anche nelle campagne di sensibilizzazione, a cominciare da quelle sul randagismo.
La triste storia di Efisia
Ma esattamente, come opera? Si parte dalle segnalazioni di persone con l’occhio attento e l’animo sensibile. «Il Comune di Porto Torres ci ha dato la delega per intervenire – spiega Scarpa –. Una volta presi in carico gli animali, sempre in convenzione con l’ente, si portano dal veterinario. Se non possiamo prenderli in stallo noi, li portiamo al canile, dove c’è una stanza dedicata a loro, anche se non è proprio l’ideale». E non è raro l’arrivo di gatti in condizioni disperate. «Qualche giorno fa – racconta commossa – abbiamo perso una gattina. Le avevamo anche dato un nome, Efisia, convinti che avrebbe avuto un’altra possibilità. Era in strada e aveva un tumore. Abbiamo tentato il tutto per tutto con un intervento, ma era troppo esteso e alla fine abbiamo preso la più dolorosa delle decisioni». L’hanno lasciata andare mentre dormiva, ancora sotto anestesia. Senza svegliarla per non causarle ancora sofferenza.
Il lieto fine per Ewan
Per fortuna, però, ogni tanto le brutte storie sono bilanciate da finali migliori. Anche quelle che sembrano senza speranza. Perché talvolta è un problema anche solo essere un gatto, figurarsi se si è un gatto senza la metà delle zampette posteriori. La storia è quella di Ewan, portato da un uomo in uno dei banchetti che l’associazione allestisce alla Galleria Le Porte di Sassari due sabati al mese per finanziarsi. Era minuscolo e senza una parte delle zampe, dal piedino fino al ginocchio. «Non sapevamo cosa gli fosse accaduto, ma ce ne siamo fatti subito carico, ma ci siamo anche chiesti che vita avrebbe potuto avere – racconta Scarpa –. Se avrebbe avuto bisogno di assistenza per tutta la vita. Se sarebbe riuscito a muoversi in autonomia». E mentre i volontari si facevano queste domande, Ewan ha risposto nel modo più diretto: ha iniziato a correre. «Non a trascinarsi o a sopravvivere… a correre!», dice Scarpa ancora un po’ incredula. Incredula come quando, qualche mese dopo è arrivata la richiesta di adozione. «Una famiglia, abituata ad accogliere animali con disabilità o gravi problematiche, ci chiedeva dall’Irlanda di adottare Ewan. E non soltanto lui: voleva accogliere anche Zach e Miranda, due gattini con seri problemi alla vista». E così dopo colloqui, controlli e preaffidi – Anime Feline verifica così ogni richiesta –, grazie anche alla collaborazione con altre associazioni, i tre “sfigatti” sono partiti e hanno attraversato l’Europa per raggiungere la loro nuova casa.
Requisiti e sensibilizzazione
Un iter non semplice, ma facilitato da una rete diffusa anche fuori dall’isola. «I volontari sono sparsi su tutto il territorio nazionale – spiega –, ma le nostre adozioni si concentrano soprattutto al Nord, dove la piaga del randagismo è molto meno diffusa. C’è una ragazza che ci aiuta con le staffette; li chiamiamo i viaggi della speranza». Occhi ovunque, dunque, per verificare soprattutto che la famiglia adottiva sia idonea. «Non possiamo darli a tutti – dice Scarpa –, per non alimentare gli abbandoni e quindi il randagismo. Ci sono dei requisiti da rispettare». Uno di questi, per esempio, è che la casa sia in sicurezza. «La convinzione comune e sbagliata – continua Scarpa – è che i gatti vadano lasciati liberi. Ma ormai anche loro, come i cani, sono completamente addomesticati. Non si rendono più nemmeno conto dei pericoli, per questo serve un certo tipo di protezione». Così come è importante sterilizzarli, per interrompere il ciclo infinito di gravidanze, cucciolate indesiderate e abbandoni. «L’ideale è farlo intorno ai sei/sette mesi – spiega la volontaria –. Se li diamo in affido prima che abbiano quell’età, lo facciamo con l’obbligo di sterilizzarli». Un intervento così importante che spesso l’associazione supporta chi non può permetterselo.
Come sostenere Anime Feline
A proposito di sostegno, l’associazione si autofinanzia, per esempio, realizzando e vedendo lavori all’uncinetto nella Galleria Le porte di Sassari. È possibile però contribuire anche attraverso donazioni o utilizzando il Qr con un minimo di 30 euro di spesa all’Md.
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