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Sassari, all’agrario c’è un campo volo per i droni: è la prima volta in una scuola italiana – Il progetto

di Davide Pinna
Sassari, all’agrario c’è un campo volo per i droni: è la prima volta in una scuola italiana – Il progetto

Acone: «Diamo agli studenti competenze che possono subito essere spese nel lavoro»

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Sassari Prima ora: italiano; seconda ora: estimo; terza ora: addestramento droni. Potrebbe apparire così, il prossimo orario scolastico degli studenti dell’istituto agrario Nicolò Pellegrini di Sassari.

Tra una lezione sulla Divina Commedia, un’esercitazione di trigonometria e un’interrogazione di botanica agraria, gli studenti avranno l’opportunità di imparare i rudimenti del volo Uav (Unmanned aerial vehicle, ossia veicolo aereo senza pilota).

L’istituto di Latte Dolce è infatti la prima scuola in Italia a ospitare un campo volo didattico per droni. Un primato che nasce dalla lungimiranza del dirigente Paolo Acone e del corpo docente, ma anche da una fortunata collocazione geografica: l’istituto agrario sassarese si trova in una zona dove non si rischiano interferenze con altri velivoli, requisito fondamentale per ottenere le autorizzazioni dell’Ente nazionale aviazione civile.

«Oltre alla formazione didattica, il laboratorio e il campo volo consentiranno ai ragazzi che lo desiderano di arrivare fino a ottenere il patentino, permettendogli di spendere le competenze acquisite a scuola nel mondo del lavoro» sottolinea Guendalina Asia Spigno, responsabile del laboratorio e del percorso progettuale.

«Stiamo percorrendo la strada che ci ha indicato il ministero, e cioè quella di rendere la didattica sempre più tecnologica. Questo è fondamentale per dare ai giovani competenze che possono essere immediatamente spese nel mercato del lavoro.

Ma vogliamo anche dare un messaggio sull’uso dei droni come strumenti di pace e non, come vediamo ogni giorno con immagini terribili, strumenti di guerra». Sì, perché anche se a uno sguardo distratto potrebbe sfuggire, sulle prime, il nesso fra agricoltura e pilotaggio da remoto, in realtà il rapporto è strettissimo. Soprattutto per la cosiddetta Agricoltura 4.0.

Lo si è visto proprio durante l’inaugurazione del campo volo venerdì 2 ottobre quando prima un piccolo drone si è levato in volo per tracciare e raccogliere tutte le misure di un campo, seguito poco dopo da un drone molto più grande, che viene utilizzato per spargere liquidi sulle colture.

«Alcuni tipo di velivoli – hanno spiegato gli esperti – sono dotati di sensori che possono anche identificare le condizioni delle piante, scegliendo le aree dove è necessario spargere più liquido». Gli studenti, dopo la formazione teorica e sulle normative in aula, potranno cimentarsi dal vivo e in modo sicuro nel volo: prima in palestra e poi nel nuovo campo volo immerso nel verde dei campi sperimentali dell’istituto, tra viti, carciofi e serre. La flotta dell’istituto è composta da droni di diverse dimensioni, adatti a tutte le esigenze didattiche.

«Il campo volo del Pellegrini sarà un gioiello utile a tutta la città» ha sottolineato l’assessora della Pubblica istruzione Nicoletta Puggioni.

La struttura, infatti, potrà essere messa a disposizione non solo di altre scuole, ma anche, ad esempio, delle forze di polizia, per l’addestramento del personale all’uso dei droni.

Al momento, il Laboratorio droni, conta oltre alla responsabile, la professoressa Spigno, altri cinque docenti: Maria Giovanna Baldinu, Giuseppe Milia, Gavinuccio Deiana, Gabriele Giua e Giovanni Lai.

Il progetto ha avuto il supporto di Skillonline, società torinese specializzata nella formazione digitale, che ha messo a disposizione degli studenti dell’Agrario dieci borse di studio per le certificazioni digitali europee.

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