Garlasco, la legale di Stasi: «Un altro elemento nuovo farà scalpore e non riguarda le indagini del 2007»
La difesa di Andrea Sempio: «Impronta 33 non è databile»
Dopo la conclusione della nuova indagine sul delitto di Garlasco e le novità emerse dalle controanalisi del Dna, il confronto tra le diverse difese si fa sempre più duro anche negli studi televisivi. I legali di Alberto Stasi anticipano nuovi elementi, mentre l’unico indagato Andrea Sempio – la cui difesa è al lavoro per predisporre le contro-deduzioni – interviene direttamente per difendersi. Nel frattempo, gli ex consulenti tecnici di Stasi contestano le dichiarazioni di Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, annunciando anche una querela.
La difesa di Stasi: «Altri elementi faranno scalpore»
La difesa di Alberto Stasi ha altri elementi da mettere sul tavolo dopo la scoperta di due esami risultati negativi, successivi al primo risultato positivo, nell'analisi del Dna effettuata nel 2007 sui pedali della bicicletta dell'uomo. A dirlo, durante Omnibus su La7, è Giada Boccellari, avvocato del 43enne condannato a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi. «Quello che posso certamente dire è che certamente ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi, uno dei quali farà particolare scalpore a mio giudizio, che tuttavia non riguarda le indagini del 2007», ha spiegato la legale. Si tratterebbe di un elemento diverso da una prova documentale che, secondo Boccellari, potrebbe «fare molto rumore» in vista della richiesta di revisione del processo.
Sempio a Quarto grado
Andrea Sempio ha scelto invece Quarto grado per intervenire sulla propria posizione. Secondo la consulenza di Cristina Cattaneo, esperta incaricata dai pm pavesi, anche il suo piede potrebbe essere compatibile con l'impronta insanguinata trovata sul pavimento della villetta di via Pascoli, a Garlasco. «Avevo il 44 ai tempi e ce l'ho ancora oggi. Se tu avessi trovato a casa di Andrea Sempio una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto. Ma finché dici "è compatibile", non hai un elemento vero che ti collega a quello», ha affermato Sempio. Il 38enne sostiene che l'attenzione dovrebbe concentrarsi sui «fatti concreti», lasciando da parte «questo marasma di supposizioni, piste inventate, notizie che poi venivano smentite». A suo giudizio, in questo modo «si potrebbe già risolvere tutto in udienza preliminare. Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo». Nel suo intervento Sempio ha parlato anche della vicenda che riguarda Stasi e dell'ipotesi di un errore da parte dei Ris. «La giustizia di per sé è suscettibile di errori. Ovvio che mi spaventa l'idea che ci possano essere degli errori che vadano a influire sulla mia situazione», ha detto. E, riferendosi agli accertamenti sui pedali della bicicletta, ha aggiunto: «Se è successo davvero e se questa cosa è stata davvero rilevante nel suo procedimento, se l'ha portato a una condanna - non so che peso ha avuto - e se c'è stato davvero un errore, ovviamente è una tragedia. Mi auguro non accada nulla in questo senso verso di me. Se ritengono che sia il caso di approfondire questa questione dei pedali, ben venga».
I legali di Sempio
Anche la difesa di Andrea Sempio è al lavoro per predisporre le contro-deduzioni dopo la chiusura delle nuove indagini. L’ultimo giorno per depositare gli atti è il 18 ottobre, «ma sicuramente lo faremo prima: magari venerdì 16 o di sabato, ma di sicuro prima della scadenza del termine», dice l’avvocata Angela Taccia, del collegio difensivo. «Sono convinti che l’impronta 33 sia attribuibile a Sempio, ma devono dimostrare che quell’impronta contenga sangue. Al momento sottolineano che non si può escludere ma nemmeno confermare, e quindi non vi è certezza. Devono inoltre chiarire se è connessa al delitto». Anche per questo, il pool di legali ha predisposto nuove consulenze affidate a Katia Sartori, tecnico esperto in scienze forensi. «Stiamo continuando con accertamenti anche empirici oltre che scientifici – afferma – Quell’impronta non è databile». E sulla possibilità di chiedere l’incidente probatorio, Taccia evidenzia che «non c’è stato alcun cambio da parte della difesa, non abbiamo cambiato idea. Si potrebbe chiedere anche durante l’udienza preliminare», sottolinea. Taccia spiega che la richiesta di rinvio a giudizio «arriverà sicuramente, e in questo caso saremo pronti». «In ogni caso, anche se dovesse arrivare una archiviazione, magari siamo tranquilli per tre o quattro anni e dopo tirano di nuovo in ballo Sempio. Meglio una udienza preliminare».
Pedali della bici, gli ex consulenti di Stasi contro Capra
Sul tema degli esami effettuati nel 2007 sui pedali della bicicletta di Stasi è intanto esploso il confronto tra gli ex consulenti tecnici Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri e Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi. Secondo Capra, il 24 settembre 2007 Avato e Fabbri sarebbero stati a conoscenza della discrepanza emersa dagli esami: due risultati negativi dopo il primo positivo, nel quale era stato individuato il profilo genetico di Chiara Poggi. I due ex consulenti respingono però le affermazioni e annunciano iniziative legali. «Tali gravissime e incomprensibili affermazioni del dott. Marzio Capra, che gettano pesanti ombre sull'operato dei sottoscritti», hanno dichiarato, «troveranno adeguata tutela nelle sedi competenti». Nel frattempo, Avato e Fabbri hanno annunciato che chiederanno alla Procura della Repubblica di Pavia di essere ascoltati come persone informate sui fatti. L'obiettivo, hanno spiegato, è fare chiarezza e arrivare a una definizione della vicenda: «Affinché questa incresciosa vicenda venga definitivamente chiarita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
