La lezione di Stefano Fresi agli studenti: «Gli insulti distruggono, voi siete bellissimi, amatevi»
L’attore romano originario di Luogosanto incontra gli studenti del Costa Smeralda
Arzachena «Lavorate su voi stessi. Per essere consapevoli di quanto siete belli, per far sì che un’offesa scivoli via come l’acqua. Ma anche per rispettare il prossimo e la sua sensibilità. Accettatevi». Stefano Fresi, attore romano di origine gallurese e da poco cittadino onorario di Luogosanto, ha varcato le porte dell’Istituto alberghiero Costa Smeralda di Arzachena per parlare direttamente agli studenti, in particolare a quelli che si sentono a disagio con il proprio corpo. A invitarlo è stato il docente Francesco Giorgioni, che ha pensato proprio all’attore per lanciare un messaggio ai ragazzi. «Se state male, parlatene – esorta Fresi –. Non prendete l’offesa troppo seriamente. Il body shaming può distruggere».
Amare se stessi
Una domanda arriva da un giovanissimo. Da Fresi vuole capire come poter ripartire dopo un periodo buio. «Non c’è una regola. Io negli anni ho acquistato e perso peso, mi ha disorientato – racconta l’attore –. Prima di andare da uno psicologo, ho fatto autoanalisi e mi è bastato per risolvere il mio disagio. Mi sono sempre sentito un po’ Spiderman: faccio tutto io e risolvo io. A volte bisogna lasciare andare e conservare le energie per sé stessi. L’importante è che, se si sta male, si lavori per farlo passare, che non si nasconda». L’attore parla di body shaming e di come, oggi più che mai, la società presenti un sistema costruito sul bel fisico, «l’illusione più grande mai creata».
Quando aveva 16 anni, Fresi racconta di essere stato magro. «Mi sono sempre sentito bene con me stesso, sia quando ero magro che adesso. D’altronde sono irresistibile – scherza l’attore con gli studenti –. Ho utilizzato quello che poteva essere un disagio a mio favore, come nella serie “Il nome della rosa”, dove avevo addosso quattro ore di trucco. Se per farmi brutto ci è voluto tutto questo tempo, significa che sono bellissimo, no?».
La bellezza è soggettiva e Fresi ha trovato la sua: essere orgogliosi di sé stessi e consapevoli delle proprie particolarità, senza sottovalutarle. L’attore riflette così sull’importanza dell’estetica. Lavorare sul proprio corpo è giusto, ma bisogna prima capire il perché e per chi lo si sta facendo. «Fermiamoci sul perché delle cose – dice –, convinciamoci di quel perché». Una studentessa prende la parola e domanda: come reagire agli insulti e alla mancanze di rispetto da parte degli altri? «L’offesa dentro e fuori dal palco non deve colpirci – risponde Fresi –, perché non tocca nel profondo e non deve ledere l’orgoglio. Bisogna utilizzare l’autoironia come arma e non come maschera. Lavorate sul vostro disagio e fatelo diventare un punto di forza».
Social e scuola
Più che risorsa un limite: sui social si mostra solo il lato migliore. «Bisogna smontare questi modelli, questi canoni che non sono niente di esaustivo. Bello è quello che una persona pensa, come riflette, la specificità che la differenzia dagli altri». Sul web la critica è gratuita e spesso violenta e i ragazzi di oggi, secondo l’attore, non sono strutturati per reggere i danni della tecnologia. «Il bullismo è una piaga che fa sempre più male. Ogni commento è uno tsunami che rischia di devastare a livello psicologico.
È insopportabile, quindi famiglia e professori devono intervenire subito. Sentirsi bene con sé stessi significa essere tranquilli per come si è». La scuola, in tutto questo, può giocare un ruolo fondamentale. Serve circondarsi di modelli giusti, scartare certi canoni e ampliare la propria concezione di bello. Fresi è convinto che la scuola possa offrire insegnamenti in grado di formare esseri umani «consapevoli», anche «degli orrori di oggi, delle guerre, come quella in Palestina».
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