Sassari, all’Università è boom di studenti stranieri: i numeri e il dipartimento più internazionale
Il dato è ancora sotto la media. Il Marocco guida la classifica delle nazionalità
Sassari C’è chi arriva dal Marocco, chi dalla Romania, chi dall’India o dal Pakistan. Ma anche dall’Ucraina, da Israele, dalla Palestina e da piccoli Paesi africani che raramente compaiono nelle statistiche universitarie italiane. Sono i protagonisti della nuova geografia dell'Università di Sassari, sempre più internazionale e multietnica. Una comunità che cresce rapidamente, parla decine di lingue e porta nelle aule dell'Ateneo culture, storie e tradizioni di mezzo mondo. Ma che, nonostante i progressi, rappresenta ancora una piccola minoranza della popolazione studentesca. I numeri raccontano un cambiamento significativo. Nell'anno accademico 2025-2026 gli studenti con cittadinanza straniera sono diventati 490, contro i 375 dell'anno precedente: 115 in più, pari a una crescita del 30,7%. Ancora più marcato l'aumento delle immatricolazioni registrate negli archivi universitari, passate da 125 a 213, con un balzo del 70%. Gli studenti stranieri rappresentano oggi il 3,61% dei 13.555 iscritti complessivi, mentre appena un anno prima erano il 2,98%.
Le nazionalità
A guidare la classifica delle nazionalità è il Marocco, con 79 iscritti, seguito dalla Romania con 60. Insieme rappresentano quasi 3 studenti stranieri su 10. Al terzo posto c'è Israele, con 33 studenti, praticamente il doppio rispetto ai 17 dell'anno precedente. Seguono Tunisia (25), Algeria (20), Ucraina (18), Congo e India (16 ciascuno), Mali (14) e Pakistan (13). Una presenza molto diversificata, che comprende anche comunità minuscole, rappresentate da uno o due studenti. Particolarmente significativa la crescita di alcune nazionalità. Gli algerini sono passati da 9 a 20, gli indiani da 7 a 16, i pakistani da 5 a 13. Sono aumentati anche gli studenti tunisini, da 16 a 25. Un capitolo a parte riguarda il Medio Oriente: nell'ultimo anno accademico risultano iscritti 33 cittadini israeliani e 8 palestinesi, questi ultimi assenti nella rilevazione precedente. I primi dati, ancora provvisori, del 2026-2027 registrano già 16 studenti palestinesi. Numeri che documentano una presenza crescente, senza però spiegare da soli le ragioni che hanno portato questi giovani a scegliere Sassari.
Le Facoltà
Ma quali facoltà esercitano il maggiore richiamo? Se si guarda al numero assoluto degli iscritti stranieri, il primato spetta a Medicina, Chirurgia e Farmacia, con 117 studenti, appena uno in più di Scienze economiche e aziendali, che ne conta 116. Insieme i due dipartimenti concentrano quasi la metà di tutti gli stranieri dell'Ateneo. Entrambi hanno registrato una crescita superiore al 60% rispetto all'anno precedente. La sorpresa arriva però da Medicina Veterinaria. Qui gli studenti stranieri sono 48 su 399 iscritti complessivi: il 12%. In pratica, 1 ogni 8. Una percentuale più che tripla rispetto alla media universitaria. Tra loro ci sono marocchini, francesi e israeliani. Un risultato che fa di Veterinaria il dipartimento più internazionale dell'Ateneo in rapporto alla popolazione studentesca. Bene anche Economia, dove gli stranieri rappresentano il 7,37% degli iscritti, Architettura, Design e Urbanistica con il 6,97% e Scienze chimiche, fisiche, matematiche e naturali con il 6,89%. All'estremo opposto c'è Agraria, che conta appena sei studenti stranieri, lo 0,72 per cento del totale. A Medicina, Chirurgia e Farmacia, nonostante il primato numerico, l'incidenza si ferma invece al 2,93 per cento. L'internazionalizzazione, insomma, procede a velocità molto diverse anche all'interno della stessa università. E soprattutto Sassari ha ancora molta strada da fare per raggiungere i livelli di altri atenei italiani.
Gli altri Atenei
Secondo un'analisi dell'Osservatorio interistituzionale sulle persone straniere di Torino, nel 2024-2025 gli studenti con cittadinanza non italiana rappresentavano quasi il 7% della popolazione universitaria nazionale. Una quota grosso modo doppia rispetto a quella registrata oggi a Sassari. E ci sono realtà dove la presenza internazionale è decisamente più consistente: a Cassino gli stranieri erano il 22,1% degli iscritti, al Politecnico di Torino circa uno studente su cinque, all'Università del Piemonte Orientale uno su dieci. Numeri che raccontano una capacità di attrazione molto diversa e mostrano come l'internazionalizzazione, per Sassari, sia ancora una sfida tutta da giocare. Realtà capaci di richiamare una componente consistente di studenti dall'estero grazie all'offerta formativa, ai corsi in lingua inglese e alle relazioni con altri Paesi. Un terreno sul quale Sassari sta cercando di recuperare, ma parte da una posizione ancora distante dai centri più attrattivi.
Poca inclusione
Ma dietro i numeri dell’università internazionale c’è anche un’altra realtà, meno incoraggiante. A raccontarla sono Silvia Gomes, 22 anni, e Faustina Carvalho, 23, due studentesse angolane che a Sassari hanno trovato un ambiente universitario accogliente sul piano didattico, ma un po’ meno su quello umano. «C’è una mancanza di inclusione, siamo come trasparenti», racconta Silvia. «Gli studenti italiani fanno amicizia tra loro, ma con noi non succede. Nessuno ci chiede da dove veniamo, perché siamo qui. Zero curiosità. Solo i professori chiedono qualcosa del nostro vissuto». Faustina conferma: «Non ho neanche un’amica italiana. All’università ci sentiamo soltanto per scambiarci il materiale di studio». Nessun episodio di discriminazione esplicita, ma un muro di indifferenza che rende difficile costruire legami. «Non credo c’entri nulla il colore della pelle, succede anche ad altre ragazze straniere», osserva Silvia. E quando vien fuori la prospettiva di restare a Sassari dopo la laurea, la risposta arriva all’unisono: «No».
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