Gramsci nella lista nera di Meta: l’annuncio dell’evento della Casa museo oscurato da Facebook
Stop alla pubblicità della lettura teatrale “Lettere dal carcere”: sono politiche
Ghilarza Meta ha paura di Gramsci. O, almeno, sembra considerarlo un soggetto troppo politico per concedere una sponsorizzazione a uno spettacolo teatrale dedicato alle sue lettere dal carcere. È quanto accaduto alla Casa museo Antonio Gramsci di Ghilarza, che si è vista respingere per due volte una richiesta già precedentemente approvata di promuovere a pagamento su Facebook e Instagram «La voce oltre le sbarre», iniziativa in programma domenica prossima alla Torre Aragonese per il centenario dell’arresto del pensatore sardo.
Non una conferenza politica, né un appuntamento elettorale, ma una lettura teatrale affidata all’attore Valentino Mannias, chiamato a interpretare una selezione delle lettere scritte da Gramsci durante la detenzione nelle carceri fasciste. Eppure, per il sistema di classificazione delle inserzioni della piattaforma, il contenuto rientra nella categoria «Politica o Temi sociali».
La Casa Museo ha raccontato la vicenda sui propri social, spiegando di aver inizialmente tentato di sponsorizzare il post e di aver ricevuto il rifiuto da Meta. A quel punto ha chiesto un nuovo controllo, precisando che si trattava della promozione di un evento teatrale. Ma anche la seconda verifica ha confermato il blocco: l’inserzione, secondo Facebook, continuava a non rispettare gli standard pubblicitari in materia di temi sociali, elezioni e politica nell’Unione europea. La richiesta di ulteriori spiegazioni ha prodotto una risposta ancora più esplicita: Meta ha chiarito che le restrizioni non riguardano soltanto partiti ed elezioni, ma comprendono anche figure storiche, filosofie ed eventi collegati a temi sociali e di governance. Il nome di Antonio Gramsci, per il suo rilievo storico e politico, viene automaticamente associato a discussioni sulle ideologie e sulla storia sociale. Il sistema, ha spiegato la piattaforma, non distingue tra l’intento artistico dell’iniziativa e il soggetto trattato.
«Curioso e simbolico che la censura si sia verificata per un evento legato al centenario dell’arresto, a 89 anni dalla sua morte – ha commentato la direttrice della Casa museo, Piera Fadda –. A queste condizioni sembra non potremo più investire per promuovere le nostre iniziative culturali sui social. Ma andiamo avanti, l’evento ha una sua pagina dedicata su Facebook ed è a maggior ragione importante confermarlo come da programma».
La serata, organizzata dalla Casa Museo insieme all’associazione culturale Perda Sonadora e al Cabudanne de Sos Poetas, resta quindi confermata alle 18 di domenica prossima. A inaugurarla, sono previsti i saluti istituzionali di Caterina Pes, presidente della Fondazione Casa Museo di Antonio Gramsci, e di Eugenia Usai, sindaca di Ghilarza.
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