Scontro Bassetti – Zedda, l’infettivologo: «Una certa destra strizza l’occhio ai no vax, fuori la politica dalla medicina»
Il medico replica alla senatrice di Fratelli d’Italia sui rapporti con Big pharma: «Ripeta quello che ha detto e la porto in tribunale, ma venga senza immunità»
Sassari È scontro aperto tra Matteo Bassetti e Antonella Zedda. Nei giorni scorsi la senatrice sarda, vicepresidente del gruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, ha invitato l’infettivologo a inviare l’aggiornamento sui finanziamenti ricevuti dalle aziende farmaceutiche. Secondo Zedda, Bassetti si era impegnato a trasmetterlo durante l’audizione di un anno fa. L’affondo dell’esponente di FdI arriva dopo le critiche di Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive al San Martino di Genova, al voto della Camera sull’articolo 8 del Ddl professioni sanitarie, che apre la strada al reintegro agli albi dei medici no vax radiati durante la pandemica. La replica dell’infettivologo non si era fatta attendere: screditare la scienza, aveva scritto, ricorda i metodi del periodo fascista.
Professore, partiamo dal reintegro dei sanitari no vax, cosa non la convince?
«Il problema non è il reintegro in sé, è il messaggio. In Italia chi non segue le regole alla fine se la cava sempre, come chi non paga la tasse e si ritrova con i debiti sanati. Ci si dimentica poi di un’altra cosa».
Dica.
«I medici che non si sono vaccinati, non hanno violato “regole politiche”, ma regole scientifiche. Che i vaccini servissero per fermare una epidemia era un dato scientifico, non una questione politica. Oggi invece il Governo fa invasione di campo e si arroga il diritto di dire: tutti dentro. Noi su questo faremo le barricate».
La norma però lascia agli Ordini la decisione finale sulla riammissione.
«Appunto, e allora perché se ne occupa la politica? Perché a una certa parte del Governo interessa, in vista delle elezioni, mandare una messaggio all’elettorato no vax e complottista: siamo dalla vostra parte. Ripeto, è una invasione di campo. Se un Ordine dei medici decide che tu debba essere espulso la questione è chiusa. Ne va anche della nostra indipendenza».
Lei ritiene che un medico contrario ai vaccini non possa esercitare?
«Un medico che va contro le evidenze scientifiche non deve operare. Non possiamo permetterci professionisti contrari al metodo scientifico, che mettono a repentaglio la vita delle persone. Tra l’altro stiamo parlando di circa 200 medici espulsi, non migliaia, ne abbiamo davvero bisogno?».
Passiamo alla polemica con la senatrice Zedda che le chiede di dare conto dei finanziamenti ricevuti dalle case farmaceutiche.
«Mi dispiace che la senatrice, che non conoscevo, non conosca la legge. Primo: non mi è arrivata una richiesta formale, nemmeno una mail. Secondo: tutto cioè che è regolamentato lo comunico, fino all’ultimo euro. Oggi chi governa pensa che lavorare con Big pharma significhi essere corrotti. Stanno facendo passare una persona per bene per un bandito, e non ci sto».
Dunque?
«La prima volta che lo ripete passerò alle vie legali. Che venga in tribunale rinunciando all’immunità parlamentare. Non sono un corrotto!».
Perché questo attacco verso di lei?
«Mi hanno trasformato in un bersaglio politico perché sono scomodo. Ma non mi fermo e non starò zitto, fino alle elezioni, ogni giorno. Siamo un paese di ingrati».
Perché dice questo?
«Perché abbiamo già dimenticato ciò che hanno fatto i sanitari durante la pandemia, le perdite e i sacrifici. Vadano i politici, ignoranti in materia di malattie infettive, a curare la gente. Io spero con tutto me stesso che il Paese non si ritrovi nelle condizioni di cinque anni fa».
Esiste, oggi, una deriva antiscientifica in Italia?
«Negli ultimi cinque anni, una certa parte politica, e mi riferisco a una certa destra, ha visto nella scienza un nemico anziché un alleato da ascoltare. Parla di medici e ricercatori come avversari politici. Tutto questo è animato dall’ideologia, che le è la rovina più grande per la medicina. E a pagarne sono prima di tutto i cittadini».
È nato tutto con il Covid.
«Sì, e una parte politica ha vinto le elezioni anche grazie alla comunicazione su quel periodo. Io stesso ero stato critico su molte misure, come alcuni lockdown o l’apertura delle scuole, ma con argomenti scientifici. Ci sono politici con una grande ignoranza in materia che continuano a invadere un campo che non è il loro».
Eppure lei in passato è stato vicino alle posizioni dell’attuale Governo.
«Sui temi della sanità avevo molte posizioni in comune con l’attuale maggioranza. Oggi le cose sono cambiate, e non solo per me, e mai come adesso mi sento lontano da quella parte politica. Tra l’altro questa rottura con il mondo della medicina dovrebbe preoccuparli, a livello elettorale, visto che nel mondo della sanità gravitano almeno un milione e mezzo di persone, e quindi di elettori».
Come giudica il lavoro della commissione Covid?
«È stata trasformata in un comitato politico contro una parte. Di scientifico c’è ben poco, si fa solo politica. Io sono stato ascoltato due volte, e insieme a colleghi validi sono stati ascoltati anche personaggi che non hanno alcun valore professionale. Tra l’altro quello della pandemia è stato uno dei periodi più tragici della nostra storia, ridurre tutto a “è stato uno schifo” non ha alcun senso. Per quello parlo di una commissione che fa politica per attaccare la controparte».
Cosa direbbe a un genitore che non vuole vaccinare suo figlio?
«I vaccini sono la più grande scoperta della medicina, e rinunciarvi è come preferire l’acqua del pozzo a quella potabile. A un genitore no vax dico: se un giorno tuo figlio dovesse morire, non ci sarà niente a rincuorarti. Ho visto la faccia di tantissimi genitori i cui figli si sono ammalati e poi morti di infezioni prevedibili con un vaccino. Io quelle facce non le voglio più vedere».
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