Tradisce il marito primario con i colleghi di lui: il giudice le toglie la casa che l’uomo le aveva donato: «È ingrata»
L’immobile del valore di circa 250mila euro, era stato donato con atto pubblico nel 2021
Non basta un tradimento per togliere a una moglie la casa ricevuta in regalo dal marito. Ma quando le relazioni extraconiugali si ripetono, coinvolgono l’ambiente di lavoro di lui e si consumano proprio nell’immobile donato, sì. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Verona, che ha revocato per «ingratitudine» la donazione di un appartamento fatta da un medico alla moglie.
L’immobile, in un Comune della provincia scaligera e del valore di circa 250mila euro, era stato donato con atto pubblico nel 2021. L’uomo, primario ospedaliero, non sapeva che tra il 2018 e il 2022 la moglie aveva avuto tre relazioni extraconiugali, alcune con persone del suo ambiente professionale. Poche settimane dopo la donazione, la donna ne aveva iniziata un’altra, usando proprio quella casa per gli incontri con il nuovo compagno.
I tradimenti erano già emersi nella separazione, chiusa con l’addebito alla moglie. Il medico si è poi rivolto al tribunale per riavere l’appartamento, e la giudice Biancamaria Biondo, con sentenza del 7 ottobre, ha accolto la sua domanda applicando l’articolo 801 del codice civile, che consente la revoca della donazione in caso di ingiuria grave verso il donante.
Per i giudici l’infedeltà da sola non sarebbe bastata. A pesare è stato l’insieme delle condotte: i tradimenti ripetuti, le relazioni nascoste al momento della donazione, gli incontri nella casa e il danno alla reputazione dell’uomo in ospedale. Comportamenti ritenuti gravemente lesivi della sua dignità personale e professionale. La proprietà torna così al marito, mentre la donna è stata condannata anche a pagare le spese processuali.
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