P3, sabato si decide sulle intercettazioni

Udienza a Roma per Carboni, Verdini, Cappellacci, Dell’Utri e presunti soci

ROMA. Sarà la battaglia sull’utilizzabilità delle intercettazioni al centro della prima udienza preliminare sulla cosiddetta P3. Sabato prossimo davanti al Gup di Roma Elvira Tamburelli, Flavio Carboni, Denis Verdini, Marcello Dell’Utri, Ugo Cappellacci e altri 16 imputati sono chiamati a rispondere della presunta organizzazione che puntava a condizionare organi dello Stato. A fare da trait d’union tra questa sospetta lobby occulta e l’isola, i tentativi di Carboni di trovare terreni a buon mercato in Sardegna per entrare nel business dell’eolico.

Sabato il pubblico ministero Rodolfo Sabelli, che ha condotto l’inchiesta col procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, potrebbe chiedere la trascrizione di alcuni dialoghi agli atti dell’indagine. Ma sul fronte opposto, la difesa contesterà le conversazioni captate a parlamentari, mai passate al vaglio della Giunta per le autorizzazioni a procedere. Altre questioni preliminari all’esame del gup, le richieste di costituzione di parte civile. Difficile che qualcuno degli indagati chieda riti alternativi: a dibattimento avranno la possibilità di confutare la tesi accusatoria, che allo stato degli atti si basa su una corposa mole di intercettazioni compromettenti. Tra i 20 imputati, la metà sono sardi. Oltre a Carboni e al governatore Cappellacci (accusato di abuso d’ufficio), rischiano di finire sotto processo l’amica dell’imprenditore di Torralba, Antonella Pau, prestanome nella gestione dei flussi di denaro. E poi la moglie, Maria Laura Scanu Concas. Ancora Ignazio Farris, ex direttore dell’Agenzia regionale per l’Ambiente che sarebbe stato nominato da Cappellacci su sollecitazione di Verdini per favorire gli affari di Carboni. Pinello Cossu, ex consigliere Udc della Provincia di Carbonia-Iglesias, qui imputato in veste di presidente del Consorzio Tea, che si occupava di bonifiche. Per l’accusa, un altro pezzo importante nella caccia a terreni a basso prezzo di Flavio Carboni. Infine Stefano Porcu e Marcello Garau. Il primo, da direttore della filiale Unicredit di Iglesias, avrebbe coperto i passaggi di denaro sospetto:milioni di euro che imprenditori di Forlì avevano affidato a Carboni. Garau, ex funzionario del Comune di Porto Torres, del principale imputato sarebbe stato invece “consulente”. 11

WsStaticBoxes WsStaticBoxes