Soru cede le quote dell’Unità

Domani la firma: entrano Mian, il Pd e poi una coop ma il patron di Tiscali resterà col 20%

CAGLIARI. C’è l’accordo per la ridefinizione delle quote di Nuova iniziativa editoriale (Nie), la società che edità il quotidiano nazionale L’Unità e che ha avuto finora in Renato Soru l’azionista di larghissima maggioranza, col 98 per cento del pacchetto. Domani mattina in uno studio notarile di Milano verranno firmati i patti parasociali e il closing, vale a dire l’accordo quadro generale in base al quale l’ex governatore della Sardegna cederà alla Gunther Reform Holding di Maurizio Mian - rappresentata dalli studio legale Chiti di Firenze - una parte delle sue quote, per un valore di tre milioni di euro. In sostanza Mian convertirà in azioni la somma a suo tempo investita per la ricapitalizzazione dell’azienda editoriale, ma almeno in questa prima fase dell’operazione Soru, rappresentato dall’avvocato Giuseppe Macciotta, resterà l’azionista di maggioranza con il 40-45 per cento del pacchetto. L’imprenditore toscano avrà circa il 30 per cento mentre una società di comunicazione che fa capo al Pd, rappresentata dallo studio legale Lombardi-Molinari e associati di Milano, prenderà una quota pari al 3 per cento. Conclusa questa prima fase, entro il mese di giugno Soru cederà a una società vicina al Pd che fa capo alla Lega delle Cooperative un ulteriore 20 per cento e perderà formalmente il controllo della Nie. Al contrario di quanto circolava nelle scorse settimane non entrerà nella proprietà del quotidiano fondato da Antonio Gramsci la Unipol assicurazioni.

La chiusura dell’accordo è stata confermata dai legali ma già nei giorni scorsi i termini dell’operazione erano noti alla redazione del quotidiano, che ora esprime soddisfazione per l’esito del negoziato: «Si va esattamente nella direzione che avevamo ampiamente auspicato - ha spiegato un membro del comitato di redazione - perché venisse garantita la continuità nella gestione dell’azienda».

Erano ormai molti mesi che Soru cercava di ridurre la propria partecipazione all’interno dell’Unità, costretto da risultati editoriali non esaltanti e da una situazione finanziaria piuttosto critica che gli ha procurato perdite consistenti. A giugno è scaduta nella redazione romana la fase della cassa integrazione a rotazione e dei contratti di solidarietà, ma già si annuncia un nuovo ricorso a strumenti di contenimento dei costi in vista di un bilancio migliorato ma non ancora rassicurante. Di certo per Soru la cessione graduale ma ormai certa del giornale rappresenta una boccata d’ossigeno: nei prossimi giorni i suoi legali dovrebbero annunciare anche l’accordo con l’Ufficio delle Entrate per il saldo del debito fiscale per il quale il patron di Tiscali è indagato dalla Procura con l’accusa di evasione fiscale. L’accordo prevede il versamento dilazionato della somma concordata in trentasei rate, ma per ottenere dal giudice lo sconto sull’eventuale pena Soru dovrebbe saldare tutto in un’unica soluzione. Operazione difficile, trattandosi di una somma piuttosto elevata.

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