La Nuova Sardegna

Sassari

Nuovo Ppr, meno vincoli al mare, condoni nell’agro

di Filippo Peretti
Nuovo Ppr, meno vincoli al mare, condoni nell’agro

Ecco le «idee guida» che Cappellacci illustrerà venerdì al Consiglio regionale. Uras (Sel): «Pericoloso passo indietro»

11 luglio 2012
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CAGLIARI. Centottantaquattro pagine di nuove «idee guida» per riscrivere il Piano paesaggistico regionale a cinque anni dall’entrata in vigore del testo elaborato dalla giunta di Renato Soru. Ma ieri pomeriggio, quando sono state trasmesse dalla giunta al consiglio regionale, l’attenzione politica si è subito concentrata su poche righe. Forse quelle che faranno più discutere quando venerdì, nell’aula di via Roma, il governatore Ugo Cappellacci illustrerà gli obiettivi del nuovo Ppr. Prevedono modifiche generali sulla fascia costiera e nuovi interventi, sembra una sorta di sanatoria, nelle aree rurali.

Per quanto riguarda le coste il cambiamento rispetto al Ppr di Soru è proprio di impostazione. Il governatore del centrosinistra aveva introdotto la tutela paesaggistica assoluta sull’intera fascia costiera: ma aveva previsto, con l’istituto dell’intesa istituzionale, la possibilità di introdurre deroghe in sintonia con gli enti locali e le aziende private. E infatti con il meccanismo dell’intesa la stessa giunta Soru aveva autorizzato interventi per più di un milione di metri cubi di volumetrie lungo la fascia costiera,anche in zone supervincolate, come quelle della Maddalena o dell’Ogliastra.

Nelle sue a «idee guida» trasmesse al consiglio regionale, invece, la giunta Cappellacci ha modificato l’impostazione. L’intera fascia costiera non sarebbe più un «bene paesaggistico» ma assumerebbe un’altra qualificazione: «sistema ambientale ad alta intensità di tutela. La tutela verrebbe assicurata «mediante specifiche misure di salvaguardia» dall’azione coordinata di Regione, ministero dei Beni ambientali e dai Comuni, che dovrebbe anche decidere quali sono le zone da salvaguardare con più rigore e quali sarebbero invece suscettibili di più o meno trasformazioni. Secondo le «idee guida» della giunta Cappellacci, col nuovo sistema si avrebbero sì meno vincoli generalizzati ma si avrebbe il vantaggio di «regole più precise e quindi più trasparenti ed efficaci anche ai fini della tutela».

Le novità che riguardano le zone rurali non sono poche e in parte sono state anticipate dalle leggi varate dal 2009 al 2011 dal centrodestra sardo. Una di queste è che per costruire nell’agro occorre avere almeno un ettaro di terreno (nella precedente legislatura era stato introdotto il limite minimo di dieci ettari).

Con le «idee guida» per il nuovo Ppr si va però oltre le costruzioni delle aziende agricole e si riapre il capitolo delle residenze nelle zone rurali. In tre righe si lascia intendere la possibilità di una sanatoria: «Il Ppr – si legge – analizza e regola il fenomeno dell’edificato urbano diffuso, costituito da edifici residenziali, localizzati nelle aree agricole limitrofe alle espansioni recenti dei centri maggiori».

Su questi due punti il capogruppo di Sel, Luciano Uras, ha già aperto la polemica politica in vista della seduta di venerdì (relazione di Cappellacci) e del dibattito che si aprirà in Consiglio da martedì 17. «La giunta di centrodestra – ha dichiarato Uras – sta proponendo idee pericolose. Ridurre i vincoli sulle coste è sbagliato e pericoloso, prevedere condoni edilizi nell’agro rischia di aprire nuovi assalti all’ambiente e al paesaggio. Insomma, anziché dettare regole qui si punta a creare confusione. E di danneggiare le imprese serie che, nel pieno rispetto di una salvaguardia rigorosa, vogliono intervenire nel campo economico con progetto di sviluppo e di lavoro. Non vorrei, invece, che la giunta finisca per favorire speculazioni che danneggiano irreversibilmente il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico».

Nel testo delle «idee guida» per il nuovo Ppr la giunta Cappellacci – che nell’ultima fase ha seguito la materia con l’assessore Nicola Rassu – afferma che la difesa dell’ambiente e del paesaggio sono una priorità assoluta ma sostiene nello stesso tempo che essa va realizzata cojn un sistema dinamico, in modo da consentire le trasformazioni dove si ritiene opportuno, senza cioé – questa è la differenza sostanziale – introdurre normative generalizzate che bloccano tutti gli interventi. Questo sia nella fascia costiera, sia nelle zone interne e rurali.

Una parte del testo inviato dalla giunta illustra le modifiche legislative (ad esempio il piano casa regionale) volute in questi anni dallo stesso centrodestra. Modifiche che hanno scatenato duri scontri tra maggioranza e opposizione e che – è facile prevederlo – si riproporranno nella prossima tornata consiliare. Il centrosinistra accuserà Cappellacci di favorire un nuovo assalto alle coste dell’isola da parte dei cementificatori, il centrodestra risponderà accusando la gestione passata e il suo sistema delle deroghe.

Sulle procedure del nuovo Ppr c’è la novità della revisione ogni due anni attraverso il confronto con i Comuni e con i cittadini (nasce un sito web apposito) ma non cambia il soggetto decisionale: l’ultima parola spetterà sempre alla giunta.

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