Alcoa, dal governo stop a trattativa: «Richieste di Glencore incompatibili»

Rischia di saltare definitivamente la trattativa per l’acquisizione da parte degli svizzeri dell’azienda di Portovesme: il nodo del costo dell’energia pare irrisolvibile

Rischia di saltare definitivamente la trattativa, al momento ancora solo su carta, con Glencore per l’acquisizione dello stabilimento Alcoa di Portovemse. La multinazionale svizzera chiede un taglio dei costi dell’energia, indicando un prezzo di 25 euro Mwh quale condizione imprescindibile per aprire formalmente il tavolo negoziale. Il ministero dello Sviluppo economico risponde che è una richiesta «non compatibile» per un investimento che sia a condizioni di mercato e ribadisce che il prezzo medio applicato nell’Ue è di 35 euro MWh. Precisa che il governo italiano applica la normativa comunitaria e che «non può e non intende derogare». I sindacati, allarmati, dicono basta al tira e molla e chiedono che il governo metta «nero su bianco il no» a Glencore e poi vada avanti per cercare «la soluzione con la ’L’ maiuscola. Non interessa il nome dell’azienda che vuol comprarsi lo smelter». È il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che chiarisce questi punti-chiave rispondendo oggi con una lettera a quella inviata ieri dal responsabile divisione alluminio di Glencore, David Goldberg, in cui appunto il gruppo ha richiesto un prezzo dell’energia elettrica non superiore ai 25 euro per MWh. Il ministero «è impegnato nella ricerca di soggetti imprenditoriali interessati a investire nello smelter di Portovesme in modo solido, a condizioni di mercato. Le richieste avanzate dalla società Glencore nella sua ultima lettera non risultano compatibili con tali requisiti», scrive De Vincenti, che a conclusione del testo, indicate le varie «precisazioni conclusive» del ministero, indica quindi «l’auspicio» che sulla base di queste Glencore «avvii finalmente il confronto» con Alcoa per l’impianto sardo. Innanzitutto, De Vincenti spiega che la richiesta della multinazionale svizzera affinchè il Governo intervenga presso i fornitori per ottenere un prezzo «nettamente» inferiore al prezzo di mercato implicherebbe «forzature che non sarebbero compatibili con la normativa europea». E torna a precisare che i 35 euro per MWh proposti, per un lungo periodo, dal governo italiano costituiscono un prezzo «allineato con la media dei prezzi applicati in Europa e consistentemente inferiore a quelli in vigore in Paesi rilevanti come Germania, Olanda e Spagna». Un punto di incontro sembra lontano. Già in mattinata il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, aveva definito «le condizioni» poste da Glencore come «oggettivamente difficili», aggiungendo che il punto con il governo sarà fatto «nei prossimi giorni».

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