Processo a Cagliari: Chia, quattro condanne per lottizzazione abusiva

Davanti al giudice per un piano di lottizzazione nel compendio naturalistico di Chia: le accuse vanno dall’abuso d’ufficio alla lottizzazione abusiva

CAGLIARI. Il piano di lottizzazione prevedeva otto ville, non di più: troppo delicato il compendio naturalistico di Chia perché il cemento potesse andare oltre. Ma alla Stim spa, un’impresa che da molti anni lavora sul mare di Domusdemaria, voleva di più: 35 ville, con un incremento di volumi del 600 per cento e la prospettiva di trasformare un sito pregiatissimo in un villaggio di grandi dimensioni. E’ stata la Sovrintendenza a segnalare quanto stava per accadere, il nucleo investigativo del Corpo forestale ha accertato gli abusi e ieri i responsabili sono stati condannati a pene che vanno considerate esemplari: un anno e tre mesi per il geometra responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Domusdemaria Gianluca Ambu (41 anni) di Cagliari, un anno all’amministratore delegato della Stim Antonio Cavaleri (49), stessa pena al progettista Alessandro Cavaleri (38) – entrambi originari della provincia di Pavia – e al collega Massimo Pisu di Tortolì che aveva elaborato il progetto di variante alla concessione edilizia. Le accuse vanno dall’abuso d’ufficio al falso fino alla lottizzazione abusiva. Il tribunale presieduto da Mauro Grandesso ha nella sostanza accolto le richieste del pm Emanuele Secci, respingendo le istanze di assoluzione sostenute dagli avvocati Guido Manca Bitti, Mario Calgaro e Bruno Pilia. Alla base delle accuse una serie di irregolarità commesse tra il 2004 e il 2005 e riscontrate dagli uomini del commissario Fabrizio Madeddu: volumi non conteggiati, rappresentazioni false dei terreni sui quali si sarebbe dovuto costruire, fino allo stravolgimento del piano attuativo con la violazione dei vincoli stabiliti dal Piano paesaggistico regionale e ancora prima dalla legge salvacoste. Fino alla scelta di richiedere le autorizzazioni scavalcando uffici per evitare i dinieghi che sarebbero sicuramente arrivati. Diversa la posizione di Ambu, capo dell’ufficio tecnico, che secondo l’accusa non avrebbe vigilato sull’applicazione delle norme. I giudici hanno pienamente confermato l’impianto accusatorio della Procura ma hanno assolto un altro progettista, Diego Peruzzo, che è risultato estraneo alle decisioni incriminate. Antonio Cavaleri, organizzatore del premio giornalistico Chia, è stato condannato a dicembre del 2009 dalla corte d’appello a 4 mesi di reclusione e 12mila euro di multa per un reato ancora una volta legato ad abusi edilizi commessi nel 2005. (m.l)

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