Tariffe alle stelle per i trasportatori

Nuova denuncia del sindacato Filt-Cgil: «Un altro colpo mortale per un territorio già sofferente»

PORTO TORRES. Con la possibile entrata in rotta delle navi della Nuova Tirrenia Amsicora e Bonaria, il problema dei trasporto merci per l'Italia settentrionale sembrava risolto. Un'ipotesi salutata più che positivamente dagli addetti ai lavori. Ma per gli autotrasportatori della Sardegna nord occidentale è in arrivo una nuova tegola e cioè l'aumento delle tariffe di transito per autoarticolati e semirimorchi.

Un aggiornamento della tariffe che ha riguardato i tre principali porti dell'isola, ma l'aumento più consistente è stato riservato allo scalo marittimo di Porto Torres. La denuncia, ancora una volta è del segretario della Filt-Cgil Arnaldo Boeddu secondo il quale «si deve fare in maniera che il territorio non venga ulteriormente mortificato e penalizzato. Non è più rinviabile una legge sulla continuità territoriale marittima che riguardi non solo i passeggeri ma anche le merci. Questa è una materia che deve necessariamente essere definita al più presto e non lasciata all'improvvisazione o alla benevolenza di un armatore piuttosto che un altro». Secondo i dati forniti dall'organizzazione sindacale e confermati dalla Nuova Tirrenia, a Porto Torres è previsto un aumento di due euro (più Iva) per metro lineare, a fronte dei 50 centesimi di Cagliari e di un euro a Olbia. In base a questi aggiornamenti, a Porto Torres si pagheranno 7 euro e 50 centesimi, sempre più Iva, a metro lineare; sulla Olbia-Civitavecchia 6 euro e 50 mentre sulla tratte che collegano Cagliari con Napoli o la Sicilia il costo è di 6 euro. E così solo di tassa di transito a Porto Torres si pagheranno (Iva compresa) 154 euro per un autoarticolato e 122 euro e 50 per un semirimorchio. Somme che vanno ad aggiungersi al costo del biglietto per gli autisti. Un aumento che potrebbe avere riflessi negativi anche sui livelli occupazionali nell’autotrasporto. Arnaldo Boeddu sostiene di «non voler minimamente entrare nel merito dell'aumento dei diritti di traffico differenziato rispetto ai vari porti sardi ma, solo fare una riflessione su quanto tali modifiche incidano in maniera rilevante sui prezzi delle merci che verranno imbarcate» ma non nasconde che «non c'è tregua per il porto di Porto Torres, il più importante porto sardo rispetto al traffico delle merci». Ma il segretario della Filt-Cgil ne ha anche per il consiglio regionale che «continua a riunirsi senza peraltro definire la situazione rispetto alla Flotta Sarda per la quale la Filt Cgil ha già espresso fortissime perplessità e contrarietà mentre - conclude Arnaldo Boeddu - la situazione portuale si modifica ogni giorno che passa e, purtroppo, non nella giusta direzione».

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