Guerra tra sindaco e Anas per le buche nel Corso

Nulvi, dopo appena un anno dalla bitumatura l’asfalto è di nuovo un colabrodo Finora nessuna risposta ai solleciti inviati da Buscarinu per ottenere interventi

Più che di una beffa sembra quasi di vivere un incubo. Dopo anni di proteste e di solleciti nei confronti dell’Anas il Comune di Nulvi era riuscito l’estate scorsa a far bitumare il corso Vittorio Emanuele, tratto interno della strada statale 127, restituendo così un po’ di dignità a quella che è la via principale del paese, ridotta ad un vero colabrodo.

Ebbene solo dopo pochi mesi dall’intervento il tanto agognato tappetino di bitume è di nuovo costellato di buche e sembra sgretolarsi giorno dopo giorno.

“S’istradone” come lo chiamano in paese è in effetti l’unica via che consente anche ai mezzi pesanti di attraversare il paese non disponendo Nulvi di una circonvallazione. Così il continuo passaggio di auto e di altri grossi veicoli consuma l’asfalto. Un problema non nuovo e che impegna l’amministrazione.

Il Comune si era preoccupato di segnalare all’Anas già dal 15 gennaio scorso le condizioni in cui versa il tratto del corso compreso fra la chiesa parrocchiale e via De Gasperi, ma non ha avuto nessun riscontro.

Nei giorni scorsi perciò il Comune ha provveduto ad inoltrare un nuovo sollecito all’Anas in modo da attivare tutte le pratiche necessarie e mettere in campo tutti gli interventi utili alla pronta soluzione del problema.

«Come è purtroppo ormai da tempo riscontrabile ed evidente agli occhi di tutti i cittadini nulvesi un tratto del corso di Nulvi presenta profondi ed ampi sgretolamenti che, naturalmente, sono destinati ad ampliarsi col tempo, aggravando progressivamente i disagi per la cittadinanza - ha spiegato il sindaco Mario Buscarinu evidenziando il fatto che i lavori di risistemazione del manto stradale erano stati ultimati solo da pochi mesi - ma non avendo ancora ricevuto risposte ufficiali ed essendo trascorsi quasi due mesi da allora, ho chiesto pubblicamente all'Anas di attivarsi nella risoluzione del problema prima che si aggravi ulteriormente in termini di disagi e di costi».

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