Il carbone sul molo Asi: «Rispettata ogni regola»

Sentiti dalla commissione il dirigente di E. On e l’imprenditore dell’Ati del porto L’arrivo della nave Rodina ha portato lavoro a pieno organico per 50 autisti

PORTO TORRES. La riunione congiunta delle commissioni Ambiente e Portualità - alla presenza del direttore della centrale di Fiume Santo Marco Bertolino e del rappresentante dell’Ap Logistic Giancarlo Acciaro, ha confermato che le operazioni di scarico dalla nave e trasporto su gomma del carbone è avvenuto osservando strettamente le prescrizioni ambientali previste dall’Arpas regionale.

«Dopo l’incidente dello scorso 10 novembre che ha causato l’indisponibilità delle nostre gru - ha ricordato l’ingegnere Bertolino -, abbiamo affrontato l’approvvigionamento del combustibile con il solo modo che si poteva fare: tutti gli enti sono stati informati per tempo, seguendo poi le prescrizioni di sicurezza sia a tutela dell’ambiente sia degli stessi lavoratori impiegati nello scarico e nel trasporto».

Il direttore della centrale ha anche assicurato che sulle gru si sta lavorando quotidianamente, perché si tratta di macchinari particolari, e il dirigente della multinazionale tedesca pensa concretamente che potranno «tornare in funzione entro il mese di gennaio e la banchina del molo Asi verrà utilizzata ancora per poco tempo». L’incontro, oltre che per avere rassicurazioni dal punto di vista ambientale, è servito per sottolineare l’importanza del porto industriale alla luce delle emergenze richieste dalle industrie del territorio e non solo. «Le tre aziende che hanno costituito l’Associazione temporanea d’impresa Ap Logistic - ha sottolineato l’imprenditore marittimo Giancarlo Acciaro - hanno dimostrato di essere dei veri imprenditori: una conferma che a Porto Torres ci sono le professionalità imprenditoriali che possono garantire le emergenze con risorse adatte al trasporto del carbone e di altri materiali».

La compagnia portuale era da circa 10 anni che non lavorava così a pieno organico, tre giorni per complessive 72 ore, e anche i 50 camion che hanno fatto ininterrottamente la spola tra lo scalo marittimo e la centrale E.On hanno permesso ad altrettanti autisti di lavorare. Dalla “Rodina” battente bandiera maltese si sono scaricate circa 30mila tonnellate di carbone: «Una tramoggia a circuito chiuso ci permetteva di mettere il carbone dalla benna direttamente sui camion - assicura il direttore della compagnia portuale Luca Usai -, poi viaggiavano coperti da teloni sigillati sino alla centrale termoelettrica». Il presidente della commissione Ambiente, Pietro Madeddu, ha detto di essere in attesa di autorizzazione dell’Arpas per fare una riunione pubblica, in modo da «confrontare i dati ambientali dell’ente pubblico con quelli di E.On, che non deve fare contemporaneamente il controllore e il controllato». Massimo Piras, presidente commissione Portualità, mette invece a disposizione la «politica per supportare gli imprenditori che vogliono incrementare i traffici marittimi nel porto industriale».

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