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Sassari

Vita, morte e (forse) miracoli di una logudorese molto devota

CODRONGIANOS. L’onore degli altari si avvicina per un’altra sarda. Dopo Antonietta Mesina, Suor Maria Gabriella Sagheddu e fra Nicola da Gesturi - solo per citare i più recenti - è possibile che...

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CODRONGIANOS. L’onore degli altari si avvicina per un’altra sarda. Dopo Antonietta Mesina, Suor Maria Gabriella Sagheddu e fra Nicola da Gesturi - solo per citare i più recenti - è possibile che diventi beata anche Elisabetta Sanna, nata a Codrongianos il 23 aprile 1788 e morta a Roma il 17 febbraio 1857. L'ingresso nella vita non è stato felice per Elisabetta: tre mesi dopo la nascita è colpita dal vaiolo, che le semiparalizza le braccia. Si mostra precocemente donna che vuole dedicarsi alla vita monastica, ma la madre le chiede di formarsi una famiglia. Sposa un giovane non ricco, ma ottimo lavoratore, Antonio Maria Porcu. Rimasta vedova nel 1825 prende in mano le redini della famiglia, guida i lavori dei campi, segue l’educazione dei figli, ma non trascura la religione, anzi intensifica le pratiche di pietà, si mette a disposizione della parrocchia, diventa devotissima alla Madonna e guida pellegrinaggi alla basilica di Saccargia. Con il permesso del predicatore francescano Luigi Paolo da Ploaghe fa voto di castità. Desiderosa di conoscere i luoghi di Gesù tenta di partire in Terra Santa. In previsione di una lunga assenza dice al fratello don Luigi, alla madre e alla nipote Giovanna Maria Carboni: “Fate attenzione alla mia famiglia fino al mio ritorno”. Non rimetterà più piede a Codrongianos, anche se il suo viaggio si fermerà a Roma. Stanca e colpita da diverse malattie si sistema in una soffitta prima di incontrare san Vincenzo Pallotti (beatificato nel 1963) fondatore della Società dell'Apostolato cattolico, di cui Elisabetta segue il carisma. Le opere di carità sono il suo campo d’azione: assistenza agli ammalati incurabili, visita agli ospedali, lavori a maglia con destinazione ai poveri dei magri ricavi, mette pace nelle famiglie e prepara i malati ai sacramenti. Muore il 17 febbraio 1857. Solo quattro mesi dopo il 15 giugno 1857 inizia il processo di beatificazione. La causa nel 1911 si ferma e riparte nel 1994. (Mario Girau)

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