Comune, resa dei conti dopo le Regionali

Canu e Pistidda passano al Centro democratico e chiedono le dimissioni del sindaco Beniamino Scarpa: «Poco affidabile»

PORTO TORRES. Il voto del sindaco Beniamino Scarpa tiene in vita la maggioranza di centrodestra che governa la città. Sono rimasti 11 consiglieri contro 10 colleghi dell’opposizione anche dopo il voto delle Regionali, ma all’orizzonte si profila una resa dei conti anche all’interno dei gruppi consiliari di maggioranza, la cui evoluzione potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni. Ieri mattina intanto - in occasione dell’adesione dei consiglieri comunali Angelo Canu e Franco Pistidda al Centro democratico - sono volate critiche al vetriolo sull’operato del primo cittadino e soprattutto la richiesta di dimissioni dalla prima carica istituzionale. Il primo a sollevare la contestazione è stato l’ex assessore ai Lavori pubblici Angelo Acaccia (cui il sindaco aveva revocato la carica dopo la candidatura alle Regionali), che ha giudicato «molto negativo il comportamento di chi faceva campagna elettorale per una candidata di Forza Italia di Santa Maria Coghinas: non è rimasto quasi più nessuno della coalizione che ha vinto le elezioni del 2010, e con questi risultati, il sindaco, sconfitto sonoramente, se ha dignità dovrebbe dimettersi all’istante». Per Canu e Pistidda, che definiscono «tortuoso» il percorso intrapreso con Scarpa, non ci sono più i presupposti per fare andare avanti questa consiglio:. «Il sindaco è sempre stato poco affidabile - attaccano -, e nei giorni scorsi invece di governare l’emergenza ha pensato a bighellonare per la provincia pubblicizzando una candidata di centrodestra».

Dopo le accuse istituzionali, che preludono a una battaglia ancora più cruenta la prossima settimana, i dirigenti del Centro democratico (Tore Piana e Nino Marginesu) hanno accolto con favore l’ingresso dei due consiglieri e sottolineato il buon risultato elettorale della lista. «Ora abbiamo il diritto-dovere di lavorare per la ripresa di Porto Torres con nuove forze - ha detto Piana -, perché le risorse di questa comunità (industria, parco, porto) rappresentano il volano di sviluppo per tutto il territorio». Anche Roberto Desini, nuovo onorevole del parlamentino regionale, considera la percentuale del 7 per cento conquistata dal Centro democratico «un risultato straordinario: ora le istanze devono partire dagli enti locali (lui manterrà la carica di sindaco di Sennori - ndc), perché sono loro che conoscono le problematiche e possono suggerire le soluzioni».

Il dopo voto è stato seguito con attenzione pure dalle altre forze politiche cittadine, e tra queste si mostra molto critica la lista di Città democratica con in testa il consigliere dimissionario Dino Dessì. «Per favore - dice l’ex sindaco - fermiamoci tutti a riflettere sul risultato delle elezioni regionali, a guardare il declino della nostra città, a capire se ci sono ancora possibilità di arrestarne questa decadenza che sembra inarrestabile. Porto Torres ha perso l’opportunità di essere rappresentata in Regione, la possibilità di contare nella politica e ha perso la capacità di porsi al centro di un progetto di rinascita del territorio». Secondo Città democratica la crisi terribile non è solo economica e sociale, ma anche di valori e credibilità. «Basta guardare la guida della città: chi si fa eleggere dalla sinistra va poi a destra senza vergogna, si cambia partito secondo le convenienze personali e ci si dimentica dei patti fatti con gli elettori e si lavora per il proprio tornaconto in un contesto avulso e lontano dalla competenza, dalla dirittura morale e dai più elementari principi di etica». Dessì lancia un appello: «Il consiglio comunale prenda atto del suo fallimento e vada a casa insieme a questo sindaco che ha contribuito, anche in questa campagna elettorale, a ridicolizzare la sua città».

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