La Nuova Sardegna

Sassari

Centrale a biomassa, il comitato del no ha presentato un esposto in Procura

PORTO TORRES. Sulla prevista termocentrale a biomassa che dovrebbe essere realizzata all’interno dei cantieri del progetto chimica verde si alza la protesta del Comitato di azione, protezione e...

13 marzo 2014
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PORTO TORRES. Sulla prevista termocentrale a biomassa che dovrebbe essere realizzata all’interno dei cantieri del progetto chimica verde si alza la protesta del Comitato di azione, protezione e sostenibilità ambientale per il nord ovest della Sardegna. L’organizzazione ambientalista (nota come No Chimica Verde-No Inceneritore) ha infatti depositato un esposto alla Procura della Repubblica finalizzato al sequestro preventivo delle aree A e B che si trovano all’interno del perimetro dello stabilimento petrolchimico. «Per un’opera di tale portata inquinante l’ex giunta Cappellacci ha espresso “un giudizio positivo sulla compatibilità ambientale” con un provvedimento che appare privo del benché minimo elemento di valutazione sostanziale ed effettivo dell’impatto ambientale – ricorda il Comitato – che presenta numerose violazioni di legge e tradisce tutte le aspettative giuridiche e umane sulla dovuta opera di bonifica: forte di una indiscutibile consapevolezza dei reali pericoli, suffragata da una voluminosa raccolta di testimonianze, documenti, grafici, studi epidemiologici e consulenze scientifiche, il Comitato da anni si oppone alla costruzione della centrale e ha fatto di questa battaglia di civiltà uno dei punti qualificanti del proprio impegno per ottenere la bonifica e la restituzione alla comunità di Porto Torres e dell’intera Nurra, della Marinella risanata dai veleni che ancora ne inquinano l’aria, le falde acquifere e il sottosuolo». Il dissenso del Comitato di azione è motivato dai rischi di inquinamento che, secondo gli studi, continua a produrre l’area su cui insiste lo stabilimento petrolchimico sia all’ambiente sia alla salute delle persone, «con significativo aumento persino delle cause di morte per malattie oncologiche». «Il Comitato confida nell’attenta valutazione dei dati offerti al Procuratore della Repubblica – conclude il presidente Paola Carla Pilisio – affinché, per scongiurare la costruzione di una centrale ulteriormente inquinante in assenza delle dovute bonifiche, intervenga anche in via preventiva con il sequestro di un’area Sin con incidenza tumorale elevata». (g.m.)

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