Il Pci, il comunismo sassarese e il mitico Antonino Bazzoni
Classe 1904 militò sin da ragazzo nella federazione giovanile socialista. Aiutò in gran segreto gli antifascisti che il regime mandava in Sardegna
Il docufilm di Vetroni su Enrico Berlinguer e il libro di Vindice Lecis su Luigi Polano hanno fatto scoppiare una piccola bolla di archeologia politica, alla scoperta del comunismo sassarese d'un tempo.
Il mio amico Tore Sanna ricorda uno di quei "duri e puri" che ora non ci sono più. «Le rare volte che mi capita d'andare al cimitero non manco mai la visita alla tomba di Antonino Bazzoni. Classe 1904, militò sin da ragazzo nella mitica federazione giovanile socialista che nel 1921 con Luigi Polano segretario nazionale firmò la nascita del Partito Comunista d'Italia. Negli anni del fascismo fu bastonato varie volte dalle squadracce fasciste, e "purgato" con l'olio di ricino. Era uno dei rari meccanici presenti in città negli anni 30 e 40, eppure faceva la fame perché le poche auto e le poche moto appartenevano ai gerarchi fascisti e, fino a quando anch'essa non salì sul carro del fascismo, alla borghesia progressista e liberale».
«Da una città isolana e allora anche isolata dal mondo non valeva mandarlo al confino, così aiutava in gran segreto gli antifascisti che il regime mandava nell'isola, procurandogli lavoro tra artigiani e agricoltori fidati e trasmettendo le notizie che arrivavano dalla Penisola attraverso la Corsica e la Gallura».
«Alla caduta del fascismo fu tra quelli che ricostruì la federazione di Sassari e per molti anni ne fu l'oculatissimo amministratore: anche se allora i soldi erano pochi, riusciva sempre a pagare gli stipendi, i contributi e i fornitori. A me personalmente nel 1967 capitò d'andare alla tipografia Chiarella per ritirare dei manifesti elettorali: il commesso si rifiutò di consegnarmeli, e io risposi: "Ma guardi che è qualcuno di voi che ha telefonato di venire a prenderli..." Allora si rivolse ad uno dei titolari, il quale rispose: "Avevo detto di bloccare le consegne per tutti i partiti, tranne il Pci, perché, anche se in ritardo, i loro sono soldi certi". Personalmente ad Antonino Bazzoni debbo molto sul piano professionale: come segretario della Fgci amministravo anch'io una piccola somma, e lui mi ha insegnato che anche quella altro non era che un budget, fatto esattamente come un moderno budget aziendale, tanto che quando nel 1975, già dipendente nella Sir, fui convocato a un colloquio per l'istituendo servizio di "Controllo analisi gestionali", feci un figurone grazie a quello che Antonino mi aveva insegnato qualche anno prima».
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