La Nuova Sardegna

Sassari

L’ateneo inventa il suo nuovo simbolo

di Andrea Massidda
L’ateneo inventa il suo nuovo simbolo

Presentata dal rettore l’operazione d’immagine coordinata su logo e sigillo storico: garantirà riconoscibilità e identità

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SASSARI. Un nuovo logo riconoscibile e di semplice lettura, ma anche il vecchio sigillo accademico «ripulito» e recuperato nella sua iconografia originale, quindi quanto mai capace di trasmettere l’identità e la credibilità di uno degli atenei più antichi del mondo. Guarda contemporaneamente al glorioso passato e alle moderne necessità di marketing l’operazione d’immagine coordinata dell’Università di Sassari, voluta dal rettore Attilio Mastino. Così tra non molto ogni iniziativa targata Uniss, la carta intestata, i biglietti da visita dei docenti e persino le t.shirt degli studenti Erasmus o i gadget da distribuire saranno omologati alla grafica elaborata, con il coordinamento del professore associato Nicolò Ceccarelli, dal Laboratorio AnimazioneDesign del Dipartimento di Architettura.

Il marchio. Il progetto, presentato ieri mattina nell’aula magna, consegna finalmente all’università turritana un marchio assai graficizzato e di forte impatto visivo, «costituito - come spiega il suo stesso ideatore Marco Sironi - da un elemento geometrico che rappresenta una torre, simbolo dell’università». Mantenendo sempre i colori del rosso e del nero, al brand si accompagna il logotipo, che nella versione base denota l’ateneo con l’acronimo «uniss», scritto in minuscolo, un po’ come negli indirizzi e.mail. «A questo modello base - continua Sironi - si potrà accompagnare anche la dicitura estesa istituzionale o il motto latino dell’università di Sassari», quell’incitazione svsceptvm perfice mvnvs (porta a buon fine l'impresa) tratta dall’Eneide di Virgilio. «Il compito di connotare l’ateneo tramite un segno più leggibile, distintivo e riconoscibile - conclude l’ideatore - è demandato prevalentemente alla combinazione marchio-logotipo». L’effetto finale è decisamente accattivante.

Il sigillo. Ma un serio progetto d’immagine coordinata non poteva trascurare il sigillo storico, sul quale ha lavorato Carlo Turri: da ora in poi cesserà di essere genericamente il simbolo dell’ateneo per diventarne l’emblema in situazioni di particolare ufficialità, visibilità e rilievo istituzionale. Il risultato è frutto di una ricerca filologica che - anche rispetto alla versione precedente curata da Gavino Sanna - restituisce al sigillo le caratteristiche iconografiche originali, così come le descrisse Enrico Costa nell’Ottocento.

Corporate identity. «Un’ università - spiega Nicolò Ceccarelli - non è esattamente un’azienda, ma il principio di marketing che dobbiamo applicargli è lo stesso: la capacità di trasmettere un’immagine coerente della propria identità è un compito complesso e delicato, oggi assolutamente irrinunciabile per qualsiasi istituzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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