La Nuova Sardegna

Sassari

«Crisi dell’industria, istituzioni assenti»

Congresso Uiltec, per il segretario Giovanni Tavera la ripresa passa per chimica verde e gassificatore

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SASSARI. «Le nostre azioni sono sempre improntate all'onestà, al rispetto dell'etica e alla legalità. Desideriamo instaurare un clima di fiducia reciproca, tenendo sempre un comportamento corretto e dignitoso con i nostri interlocutori. Cerchiamo di migliorare la qualità della vita ovunque operiamo, con l'obbiettivo di contribuire a creare un ambiente sano, sicuro e sostenibile». Con queste affermazioni di principio enunciate anni fa da E.On il segretario della Uiltec-Uil Giovanni Tavera ha voluto aprire i lavori del primo congresso del sindacato dei lavoratori chimici e dell’energia. Una scelta non casuale, visto che Tavera ha dovuto affrontare il tema della crisi che ha colpito l’industria. Una crisi “etica” ha voluto sottolineare il segretario della Uiltec, evidenziate dai buoni propositi di E.On che si sono poi trasformati nell’annunciato licenziamento di 120 persone. Una crisi che ha visto la politica (nazionale e regionale) incapace di contrastare le scelte della multinazionale tedesca. Eppoi c’è la crisi che, in realtà, nasconde l’incapacità o il fallimento dei gruppi dirigenti. Come nel caso della Vinyls, ha sottolineato Tavera, con la politica che ha pensato benedi disfarsi dell’unico impianto che produceva Pvc in Italia. Disastri ai quali la politica deve adesso porre rimedio e «qui rivolgiamo un appello al presidente Pigliaru e l'assessore Piras – ha detto Tavera – affinché venga individuato tempestivamente un soggetto credibile dal punto di vista industriale ed economico, che possa assolvere agli impegni disattesi dalla Eon Italia». La chimica verde, dalla gestazione traumatica, rappresenta secondo Tavera il futuro dell’industria. Ma chimica verde e bonifiche sono le due facce della stessa medaglia, anche se «le bonifiche non sono e non devono diventare un business ma rimanere un intervento dovuto ai cittadini e al territorio».

Resta il problema energetico e accantonato il progetto Galsi non resta che il gassificatore, «terminal che potrebbe essere realizzato in aree industriali già attrezzate a tale scopo come quello dello stabilimento chimico di Porto Torres». (p.s.)

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